La protesta
Casi di scabbia all’ospedale di Empoli. L’Asl: «Esclusa un’infestazione»
Attivata un’indagine epidemiologica dopo la denuncia di una donna
EMPOLI. Casi di scabbia tra le corsie dell’ospedale di Empoli. E l’Asl Toscana Centro avvia una indagine epidemiologica per vederci chiaro e capire se e dove è partito il focolaio, quante persone sono state contagiate e chi è il paziente zero dal quale tutto è scaturito.
La denuncia di una infezione in corso arriva da una signora di 82 anni, che è stata ricoverata nelle settimane scorse al San Giuseppe per altra causa (nello specifico, un evento traumatico). L’anziana alcuni giorni dopo le dimissioni ha scoperto di aver contratto il virus, che ha un periodo di incubazione con la comparsa dei primi sintomi (prurito intenso e ferite sulla pelle i più comuni) che varia dalle 2 alle 6 settimane.
«Mia madre è stata ricoverata all’ospedale di Empoli a settembre - spiega la figlia, Angela Giannelli - pochi giorni dopo le sue dimissioni ha accusato i primi sintomi, che sono stati confermati dalla visita di un dermatologo al quale ci siamo rivolti: si trattava di scabbia. Io ho informato l’azienda sanitaria subito, senza ricevere alcun tipo di conforto come mi aspettavo in un caso del genere. Penso che in ospedale si vada per curarsi, non per ammalarsi».
L’Asl Centro ricostruisce la vicenda della signora contagiata da scabbia. «L’azienda sanitaria precisa che alla signora è stata diagnosticata la scabbia il giorno 31 ottobre e notificata il giorno 2 novembre all’Igiene pubblica di Empoli, che ha attivato l’inchiesta epidemiologica per individuare i contatti, come da procedura aziendale - fa sapere la direzione sanitaria dell’ospedale cittadino - la signora nei 45 giorni precedenti la diagnosi è stata ricoverata in ospedale per evento traumatico, ma al momento della diagnosi (31 ottobre) era già stata dimessa».
Sottolinea poi l’Asl: «Dall’inchiesta epidemiologica non sono emersi elementi che possano ricondurre a un’infestazione ospedaliera».
Da quanto si apprende, anche se l’Asl smentisce un focolaio, ci sarebbero altri casi di scabbia in città oltre all’anziana 82enne. A essere contagiati sarebbero stati anche alcuni operatori sanitari del San Giuseppe, tra medici e infermieri.
La scabbia - patologia della pelle causata da un microscopico acaro invisibile a occhio nudo, si può trasmettere tramite il contatto con la cute del soggetto infetto (basta una stretta di mano), con la biancheria o gli indumenti - non è la prima volta che fa la sua comparsa all’ospedale di Empoli.
Vere e proprie epidemie con l’attivazione delle procedure di disinfestazione, sono scoppiate nel 2010, successivamente nel 2013 (con una trentina di casi accertati) e anche nel 2016 (con oltre 40 persone infettate), ma in questo ultimo caso il focolaio non è partito dalla struttura ospedaliera, bensì da abitazioni private e da scuole di Empoli e del circondario.
Adesso un nuovo allarme di scabbia in città, patologia facilmente trasmissibile soprattutto nel periodo invernale quando le persone tendono a concentrarsi in luoghi al chiuso. Per l’Asl, comunque, l’ospedale è “pulito” senza la presenza del terribile acaro della pelle.
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