Il Tirreno

Pontedera

La denuncia

Ginevra e l’incubo della ritmica: «Ci costringevano a digiunare. Ho pensato anche di sentirmi male per evitare la pesatura»

di Tommaso Silvi
Ginevra e l’incubo della ritmica: «Ci costringevano a digiunare. Ho pensato anche di sentirmi male per evitare la pesatura»

La giovane di Orentano, 23 anni, racconta le pressioni in nazionale: «Venivamo pesate nude davanti a tutti e se eravamo ingrassate anche solo 200 grammi venivamo offese»

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CASTELFRANCO. Inizia a raccontare e i suoi occhi si bagnano. Prova a domare le emozioni. E ci riesce. Le lacrime frenano, le parole viaggiano come un fiume in piena. «La ginnastica ritmica è uno sport stupendo, che insegna valori come la determinazione e lo spirito di sacrificio, utili anche nella vita. Ma non si possono rovinare delle bambine, non è giusto».

Oggi Ginevra Parrini ha 23 anni. È originaria di Orentano. Nel suo passato recente c’è la partecipazione a Miss Italia. In quello remoto, invece, c’è un incubo fatto di allenamenti massacranti e pressioni psicologiche tali da portarla ad «avere pensieri malsani. Volevo bere il detersivo per sentirmi male e non andare in palestra».

Negli ultimi giorni è scoppiato il caso a livello italiano. Numerosi atleti della ginnastica azzurra hanno raccontato i metodi quasi disumani attraverso i quali – nell’ambiente della nazionale, stando alle loro dichiarazioni – vengono gestiti i giovani atleti. La Federazione ha avviato un’indagine interna. Per capire cosa accade davvero tra i campioncini e le campioncine spesso neppure maggiorenni che portano in giro per il mondo la bandiera italiana. Un mondo chiuso e pieno di segreti. Che Ginevra ha frequentato per diverso tempo.

«Ho iniziato a fare ginnastica ritmica a 5 anni – ha raccontato giovedì sera alla trasmissione Rai “Che c’è di nuovo”, condotta da Ilaria D’Amico – e inizialmente era tutto bellissimo. Mi divertivo».

Ginevra ha un talento e si vede chiaramente. La nota una grande società, che decide di offrirle la possibilità di fare il salto di qualità. «A 11-12 anni partecipavo al torneo di Serie A. In quel periodo iniziavo a prendere parte agli stage per la nazionale». Ginevra è felice. Ha raggiunto un livello altissimo nello sport che ama.

Ma dopo i primi allenamenti si accorge che non è esattamente tutto rose e fiori. Anzi. C’è un lato oscuro. Che le si spalanca davanti all’improvviso.

«Quando eravamo in ritiro – ha detto ancora Ginevra alla Rai – i responsabili della nazionale venivano nelle nostre stanze, la sera, e controllavano che non avessimo neppure un cioccolatino. Se ce lo trovavano, il giorno ci pesavano ripetutamente». La bilancia. Altro spettro nella vita dei giovani fenomeni della ritmica azzurra. «Venivamo pesate nude davanti a tutti – ha spiegato Ginevra Parrini – e se eravamo ingrassate anche solo 200 grammi venivamo offese. “Sei una vacca”, “Sei un’ingrata nei confronti della tua famiglia e della nazione”. Questo ci veniva detto se il nostro peso aumentava, anche solo di un capello».

Ginevra poi ha raccontato che i vertici della nazionale non volevano che gli atleti andassero dal nutrizionista.

«Perché dicevano che loro ci facevano mangiare. Noi andavamo avanti con un’insalata a pranzo e una mela a cena, e allenamenti di 8-9 ore ogni giorno. Quando avevo tempo libero mangiavo e poi ero terrorizzata al pensiero di tornare in palestra e dovermi pesare. Ero una ragazzina e pensavo a come non andare in palestra. Ho pensato anche di bere del detersivo per sentirmi male ed evitare la pesatura». Oggi il “caso ritmica” è scoppiato.

«E sono felice – ha detto Ginevra – perché deve uscire fuori tutto. Non è giusto quello che viene fatto alle bambine».

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