Gioco
Presepe di comunità in tour sull’Ape nei luoghi della fede per arrivare dal Papa
L’opera sta nascendo nella chiesa del Crocifisso
PONTEDERA. C'è chi si occupa della vegetazione, chi dei basamenti, chi delle luci. E ancora a chi è affidato il compito di costruire la scenografia e chi è addetto alla realizzazione delle case o alla creazione di oggetti piccoli e minuziosi. Ognuno ha il suo ruolo ma la fede e la passione che stanno dietro alla composizione del primo presepe di comunità a Pontedera sono condivise, forti e sempre originali.
Nella chiesa del Crocifisso, in piazza Curtatone, sta nascendo, centimetro dopo centimetro, un'espressione artistica, legata ai valori cristiani, a firma di una decina di presepisti, rappresentanti dei vari gruppi attivi in città. Da Fuori del Ponte alla chiesa dei Cappuccini, fino al Duomo, alcuni volontari, esperti nella costruzione e composizione dei presepi hanno dato vita ad un tavolo di lavoro, si sono divisi le responsabilità e periodicamente si incontrano, per assemblare i prodotti delle loro mani sapienti. Che poi presenteranno al Papa.
Ma andiamo con ordine. «Intanto sarà un presepe popolare, incentrato sulla tradizione contadina toscana. La Sacra Famiglia sarà ospitata – spiega Matteo Innocenti, coordinatore del team – in un paese dalle architetture appartenenti al mondo rurale, delle nostre campagne».
Una rappresentazione che unisce visioni diverse e parrocchie lontane ma che evoca fratellanza. «Siamo stati coinvolti dall'amministrazione comunale, dal vicesindaco Alessandro Puccinelli e abbiamo aderito con gioia. Ognuno di noi – continua Marco Baldereschi, rappresentante dei Cappuccini – sta già allestendo un presepe nella sua parrocchia. Il nostro quest'anno avrà la neve che scenderà in automatico e un sistema di illuminazione che simulerà il passaggio da una fase all'altra del giorno. Ma il presepe che facciamo al Crocifisso non solo è una novità assoluta per Pontedera ma è anche il risultato di un legame che va al di là della tecnica e rispecchia il senso religioso delle feste».
Così questo esperimento, pronto per l'8 dicembre, ha tutte le carte in regola per trasformarsi in un appuntamento fisso. «L'idea – aggiunge Innocenti – è che possa rimanere sempre esposto e che diventi un simbolo da visitare». E di fatto, il presepe di comunità è l'inizio di un percorso avvincente che porterà la città della Vespa a Roma. «Abbiamo intenzione di scegliere una parte di questa istallazione, collocarla su un'Ape e programmare un viaggio nei maggiori luoghi della fede. Da Assisi a La Verna fino a Roma, dal Papa. È un modo – sottolinea Puccinelli – per diffondere la sinergia che anima Pontedera puntando sul presepe, frutto dell'impegno di molti e sull'azienda Piaggio che da decenni rappresenta la città nel mondo, in un connubio inscindibile. Con la sua conferma e il lavoro dei presepisti intraprenderemo questo giro, con ultima tappa Roma».
E la collezione dei presepi si allunga con quello che sta prendendo forma nel vecchio oratorio, sul Ponte Napoleonico, a firma del maestro Franco Pucci. «La particolarità di questa sesta edizione – dice – è la presenza del Duomo. Nella versione con due campanili, presenti prima di cadere sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale».
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