Il Tirreno

Pontedera

Banca sconfitta sugli interessi il debito diventa un credito

di Pietro Barghigiani
Banca sconfitta sugli interessi il debito diventa un credito

I garanti di una società fallita si erano visti chiedere 44mila euro di passività. Ma il calcolo del consulente del Tribunale ha ribaltato il conto: più 27mila

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CASTELFRANCO DI SOTTO. Da debitori a creditori. Un rovesciamento di fronte che arriva a nove anni dall’inizio di una causa tra i garanti di una ditta di trasporti, nel frattempo fallita, e l’allora Cassa di Risparmio di San Miniato, ora Crédite Agricole. Raggiunti da un decreto ingiuntivo per un presunto debito di 44mila euro, i due fidejussori avevano impugnato il provvedimento.

Il decreto ingiuntivo

Assistiti dall’avvocato Alberto Foggia, i garanti della società fallita si erano opposti all’esecuzione del decreto ingiuntivo sostenendo che sul conto corrente della ditta, tra anatocismo (calcolo degli interessi sugli interessi) e in alcune fasi anche il superamento della soglia usuraria, non dovevano dare quei soldi alla banca che non poteva più pretenderli dal debitore principale fallito.

La consulenza tecnica

Un duello su cui esito finale ha inciso la consulenza dello specialista nominato dal giudice Eleonora Polidori che ha passato in rassegna movimentazioni bancarie con relativi calcoli sugli interessi dovuti agli scoperti di conto corrente.

Al momento di tirare una riga alla fine della complessa ricostruzione è venuto fuori che i due debitori iniziali erano in realtà creditori per 27mila euro. Soldi che la banca non deve, però, versare alla controparte (il fallimento è chiuso da tempo) . Ma per i due fidejussori la buona notizia è che non devono pagarne 44mila all’istituto di credito.

«Ci sono voluti 9 anni ma alla fine i clienti hanno ottenuto il riconoscimento delle loro ragioni di credito – afferma l’avvocato Foggia – . Il Tribunale di Pisa, nel rilevare poste passive indebite sul conto corrente (interessi usurari e commissioni non pattuite e indeterminate) ben superiori al credito azionato dalla banca stessa, ha accolto la nostra opposizione, rideterminato il saldo del conto corrente a favore dei correntisti per 27mila euro e l’ha condannata alle spese di causa».

Anatocismo accertato

Si legge nella sentenza del giudice Polidori che «la doglianza attorea in punto di applicazione di interessi anatocistici da parte dell’istituto bancario è fondata e merita accoglimento».

Le risultanze dell’elaborato peritale «che si condividono integralmente in quanto fondate su conteggi analitici e su confronti tra i tassi come previsti dalla normativa vigente, consentono, infatti, di ritenere che la condotta contrattuale della Cassa di Risparmio di San Miniato non è stata corretta per il periodo compreso tra il 31 marzo 2010 e il 31 dicembre 2011 con riguardo al conto corrente n. 100350 e per il trimestre del 31 marzo 2012 con riferimento al conto anticipi n. 181350, in quanto nei suddetti periodi il tasso soglia è sempre stato superato dal tasso effettivo».

E nel riconteggio i l debitore diventa creditore per sentenza del tribunale.


 

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