Il dolore
La scuola preferisce il silenzio
La dirigenza sceglie di non rispondere alle domande e allontana i giornalisti ai cancelli d’ingresso. La polizia indaga ipotizzando il reato di abuso dei mezzi di correzione e disciplina
PONTEDERA. La polizia continua a indagare sul caso del professore che ha tirato un pugno allo studente, in una scuola di Pontedera. A far scattare l’indagine degli uomini del commissariato è stata la denuncia della madre, per l’episodio che risale al 25 ottobre. Non è stato presentato alcun referto medico, e quindi non è stato possibile tirare in ballo il reato di lesioni.
La polizia dunque indaga per abuso dei mezzi di correzione e disciplina. Il professore non è stato sentito, in quanto trattandosi di persona indagata non può essere ascoltata se non in sede di interrogatorio delegato dall’autorità giudiziaria. Intanto in città la notizia ha fatto velocemente il giro. Il compito degli inquirenti è quello di capire come siano andate le cose all’interno della classe prima teatro della vicenda.
Capire, dunque, se ci sono degli episodi rilevanti prima e dopo quel video di 13 secondi in cui si vede il professore che sferra un cazzotto al ragazzino, prima di alzarsi e di affrontarlo faccia a faccia quasi come fosse una rissa di strada.
Nel frattempo dalla scuola tutto tace. La direzione scolastica ha scelto di non rispondere ad alcuna domanda e si trincera dietro al silenzio totale. Il professore è al suo primo anno nell’istituto e al momento risulta in ferie, in attesa di conoscere il tipo di provvedimento che verrà adottato nei suoi confronti.
Anche se non è ufficiale, il docente dovrebbe essere sospeso. Nessun commento neppure dal ministero dell’istruzione, che comunque nei prossimi giorni dovrebbe prendere posizione su quanto accaduto. Per il momento da Roma si stanno facendo attente valutazioni sulla vicenda, cercando di non lasciare per strada neppure un elemento di una storia che sta facendo parlare tutta Italia.
Ieri nel villaggio scolastico di Pontedera sono arrivate le forze dell’ordine per allontanare le decine di giornalisti che si erano appostati ai cancelli d’ingresso dell’istituto.
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