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Scandalo concerie, chiusa la maxi inchiesta Keu: ecco le prossime tappe

di Pietro Barghigiani
Scandalo concerie, chiusa la maxi inchiesta Keu: ecco le prossime tappe

Entro la fine di novembre sono attese importanti novità

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SANTA CROCE SULL'ARNO. L’inchiesta è conclusa ed entro la fine del mese saranno notificati gli avvisi di chiusura delle indagini.

A distanza di un anno e mezzo da arresti e sequestri, la Dda della Procura di Firenze si appresta a inviare gli atti di fine indagine a imprenditori, tecnici, funzionari e politici coinvolti nella vicenda dello smaltimento del Keu e di come il rifiuto delle concerie che usciva dal depuratore veniva utilizzato nei riempimenti stradali.

Relazioni consegnate

Gli accertamenti di militari e carabinieri forestali sono terminati e le consulenze geologiche da tempo nella disponibilità del titolare dell’inchiesta, il sostituto procuratore Giulio Monferini. Nel giro di due-tre settimane i destinatari riceveranno gli avvisi di chiusura delle indagini. La mole di documenti è ingente.

80mila pagine

Tra informativa finale dei carabinieri e relazioni sullo stato di salute dei terreni in cui è stata rilevata la presenza del materiale inquinante, si stimano in oltre 80mila pagine l’atto d’accusa della Procura.

Siti e indagati

I carabinieri forestali hanno definito la mappa dei siti inquinati. In parallelo solo con l’avviso di conclusione dell’inchiesta sarà possibile sapere quanti tra i 19 indagati iniziali sono rimasti nell’elenco o se la lista è salita di numero. Di sicuro questi sono i giorni della stesura dell’atto che a breve partirà dagli uffici della Dda fiorentina.

Aprile 2021

Deflagrata il 15 aprile 2021 con arresti in carcere e ai domiciliari, viene messo un punto fermo nell’inchiesta sullo smaltimento del Keu dal depuratore del consorzio Aquarno per conto dell’Associazione Conciatori.

Le consulenze

Una delle battaglie, i cui primi segnali sono stati evidenti nel corso delle indagini preliminari, riguarderà l’effettiva tossicità dei terreni contagiati dalle ceneri degli scarti conciari. E le consulenze di accusa e difesa avranno un peso sostanziale.

I Lerose liberi

Dopo la revocare dei domiciliari, Francesco Lerose, 59enne crotonese residente nell’Aretino, l’imprenditore coinvolto nello scandalo Keu, titolare di due impianti di trattamento inerti, uno a Levane (Arezzo) e l’altro in viale America a Pontedera, si è visto togliere dal Tribunale di Firenze anche l’obbligo di dimora. Hanno riacquistato la piena libertà pure la moglie Anna Maria Faragò e il figlio Manuel. La difesa annuncia di voler commissionare «una super perizia per dimostrare la totale correttezza dell’operato di Lerose nella gestione dei rifiuti e la sua estraneità alle ipotesi dell’accusa che lo vedrebbero in contatto con la cosca di ’ndrangheta del Grande Aracri di Cutro».

È dall’aprile 2021 che l’impianto di viale America è chiuso, con relativo sequestro per 5 milioni a carico di Lerose, nell’inchiesta con imprenditori, tecnici e politici e funzionari pubblici alcuni dei quali accusati di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e allo smaltimento abusivo dei rifiuti.

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