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Tratta Cecina-Volterra: la Provincia “rimanda” la discussione sulla riapertura e in aula scoppia il caos in aula

Tratta Cecina-Volterra: la Provincia “rimanda” la discussione sulla riapertura e in aula scoppia il caos in aula

La decisione del presidente Massimiliano Angori ha scatenato la protesta delle opposizioni

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VOLTERRA. Da Volterra avevano chiesto all’amministrazione provinciale di sostenere la richiesta che la Valdicecina sia nuovamente collegata su ferro in prospettiva turistica con Cecina. C’era un ordine del giorno condiviso da tutto il consiglio comunale di palazzo Priori. Spinto dalla minoranza che è anche minoranza in consiglio provinciale. Se n’è fatto portavoce Paolo Moschi, capogruppo della lista civica Uniti per Volterra a palazzo Priori, che chiedeva altresì al Comune di Volterra di farsi «capofila di tale richiesta, elaborando un cronoprogramma al fine di non perdere i fondi europei a disposizione».

Nella riunione di mercoledì 26 ottobre del consiglio provinciale, il presidente Massimiliano Angori ha rimandato la discussione di quel capo all’ordine del giorno a una prossima seduta, decisione che ha scatenato la protesta delle opposizioni. Le quali, dopo aver fatto notare con il capogruppo Giovanni Pasqualino la incostituzionalità dell’atteggiamento, hanno abbandonato l’aula, pensando anche di portare a conoscenza dell’accaduto la prefettura.

L'interessamento delle tre università toscane di Pisa, Siena e Firenze, coinvolte saggiamente dalle associazioni locali, «ci ha recentemente dimostrato come fare tornare il treno a Volterra non sia un sogno ma un'ipotesi concreta, avvalorata dal fatto che nelle linee del Pnrr esistono appositi fondi per queste tratte storiche. Riuscire a ricollegare la città d'arte con il turismo balneare è un'opera strategica e dal possibile grande impatto economico per l'intera valle. Ora serve l'impegno economico della Regione Toscana per un progetto preliminare da sottoporre a Rfi, ma se si rimanda la discussione si fa passare senza frutto il tempo» dice Paolo Moschi.

Già nel 2016, la linea ferroviaria Saline-Cecina fu oggetto di un investimento di sette milioni di euro da parte di Rfi per il rinnovo dei binari, il risanamento della massicciata, la sostituzione dei cavi di alimentazione. Ovvio il malumore che serpeggia in VaIdicecina che con le varie associazioni a organizzare convegni, se non altro per non far calare il silenzio sulla questione. A metà settembre, per esempio, al teatro Persio Flacco ce n’è stato uno per i 110 anni della tratta Saline-Volterra organizzato da Proloco Saline, Proloco Volterra, Sos Volterra e Comune nel quale, tra le altre cose, è stato presentato il progetto per ridare vita alla vecchia cremagliera. Ed andato anche in scena “Egildo cor leggero”, uno spettacolo della Proloco dedicato all’ultimo viaggio del convoglio da Cecina a Volterra. Però il fischio del treno tarda a farsi sentire in mancanza della cremagliera che farebbe “salire” il convoglio da Saline a Volterra, collegando direttamente la città etrusca con i turisti che frequentano la costa. I treni più veloci da Cecina a Saline impiegano circa 33 minuti, coprendo una distanza di circa 24 chilometri, con un prezzo per un biglietto singolo a partire da 3,60 euro.

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