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Maxi-bollette: in Valdera e Valdarno i Comuni spengono i lampioni

di Andreas Quirici e Paola Silvi
Maxi-bollette: in Valdera e Valdarno i Comuni spengono i lampioni

Stop in anticipo alla luce pubblica o accensione alternata: ecco la mappa. In molti casi, anche chi è passato ai Led si ritrova con aumenti troppo elevati

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PONTEDERA. La sicurezza prima di tutto. È questo concetto che guida la scelta del Comune di Pontedera di non spegnere lampioni per far fronte al caro bollette che colpisce, fatalmente, anche gli enti pubblici al pari di famiglie e aziende. Una decisione che riguarda uno dei temi di maggiore attualità e che non vede tutti i comuni della zona muoversi nella stessa maniera. In molti, infatti, hanno optato per spegnere le luci di strade e piazze in anticipo rispetto al normale o la loro accensione dopo i consueti orari invernali. Abbinandolo al fatto di lasciare acceso un lampione si e uno no.

RIMODULAZIONE

Il sindaco di Fucecchio, Alessio Spinelli, per esempio, annuncia che «dalla prossima settimana verrà attuato il primo step del piano per ridurre i consumi, con la rimodulazione degli orari di accensione e spegnimento dell’illuminazione e il numero di punti luce accesi. La riduzione delle ore in cui gli impianti saranno accesi sarà garantita dalla sostituzione dei tradizionali crepuscolari con crepuscolari astronomici. La riduzione del numero di punti luce accesi sarà attuata col ripristino dell’accensione alternata che prevede, di notte, l’accensione del 50% dei punti luce». A questo seguiranno provvedimenti per consumare meno energia negli edifici comunali.

SOSTITUZIONE

E se molti comuni hanno puntato o puntano alla sostituzione dei punti luce tradizionali con quelli a Led, come Volterra che da gennaio darà la gestione dell’illuminazione pubblica alla società Hera a cui spetterà cambiare i dispositivi, non sempre questo stratagemma dà i frutti sperati. Soprattutto con i rincari degli ultimi mesi. A Capannoli le bollette sono quadruplicate e la sindaca Arianna Cecchini sta pensando ad accorgimenti anti-stangata. «Da tre anni siamo passati ai Led con riduzione dei consumi. Ma i costi sono aumentati in maniera esponenziale. Così abbiamo deciso di far funzionare i lampioni in maniera alternata, garantendo l’illuminazione per la sicurezza». Perché la sospensione notturna si collega a un rischio per la circolazione e la vivibilità delle strade. «Per questo abbiamo sollecitato una riunione col prefetto per tracciare una linea di comportamento unanime per i comuni. Ma la decisione ha lasciato alti margini di scelta a ciascun ente. Noi abbiamo deciso di anticipare di un’ora lo spegnimento dei lampioni e abbiamo inviato – conclude Cecchini – una lettera alle scuole, agli uffici e alle associazioni che utilizzano gli spazi comunali per richiamare tutti al buon senso e all’uso consapevole di luce e gas. D’altra parte i ristori arrivati dal governo, nel nostro caso circa 40mila euro, sono pochi se paragonati alle spese che abbiamo».

EQUILIBRIO

Dello stesso avviso Mirko Terreni sindaco di Casciana Terme Lari, alle prese con verifiche fra entrate e uscite, per contrastare i rincari dell’energia: «Stiamo valutando se convenga estendere L’accensione e spegnimento automatico dei lampioni a fase alterne su tutto il territorio o se la modifica pesi troppo sulle casse comunali. Se i conti non dovessero tornare opteremo per anticipare l’orario in cui i lampioni si disattivano». L’equilibrio fra costi e benefici diventa la chiave per sbrogliare il risiko delle soluzioni. Così, a Santa Maria a Monte la sindaca Ilaria Parrella ha anche lei ridotto i tempi di illuminazione pubblica. E più o meno lo stesso ha fatto il sindaco Thomas D’Addona nel comune di Crespina Lorenzana, partendo, però, dalla sostituzione fatta negli ultimi anni di 800 su mille punti luce con le lampade a Led: «Lo spegnimento alternato in alcune zone o l’abbassamento della potenza in altre ci aiuta molto per ridurre i costi. Ma lavoriamo anche sui consumi negli edifici pubblici con termovalvole ai radiatori, gestibili con un’applicazione, che regola le temperature e gli orari di accensione e spegnimento».

ANTICIPAZIONE

Da Terricciola, il sindaco Mirko Bini spiega che «dopo un investimento in 2 impianti fotovoltaici continua l’intervento del Comune per il risparmio energetico con la sostituzione di 100 luci esistenti di vecchia concezione con quelle a Led e un risparmio da 45-65%. Ma è allo studio anche un sistema temporizzato che permetterà una razionalizzazione dell’accensione e dello spegnimento per produrre ulteriori risparmi». A Palaia, il sindaco Marco Gherardini racconta del passaggio pressoché completo del sistema a Led e adottando da anni lo spegnmento alternato dei lampioni: «Teniamo botta, ma sono previsti ristori dallo Stato per questi aumenti che, però, non coprono completamente. E abbiamo dovuto fare variazioni di bilancio per far fronte ai rincari». Il sindaco Dario Carmassi di Bientina oggi in giunta presenterà un documento per spegnere un’ora prima e accendere un’ora dopo il funzionamento dei lampioni, con l’applicazione dell’alternanza tra lampioni: «Una piccola cosa in una situazione davvero difficile».

LUCI E TAGLI

Un po’ controcorrente il sindaco di Pontedera, Matteo Franconi: «L’illuminazione pubblica fa parte del complesso sistema integrato di azioni di cui il Comune partecipa per garantire una maggiore e migliore sicurezza della città, sia stradale che urbana in senso lato. Per questo non vogliamo arretrare su questo versante e non ridurremo né il grado né la copertura di illuminazione delle strade e delle piazze di Pontedera. Ribadisco, semmai, la necessità, come già anticipato settimane fa, l’urgenza che il Governo si attivi per calmierare il costo dell’energia e attivare misure anche coraggiose come il non passaggio all’ora solare che farebbe, secondo alcuni studi qualificati, risparmiare almeno mezzo miliardo di euro e ridurre l’emissione di centinaia di migliaia di tonnellate di CO2». Ma questa decisione non sarà indolore. A fine novembre, infatti, è prevista la variazione di bilancio per individuare risorse con cui colmare le lacune economiche create dai rincari energetici.

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