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«Giù le mani da don Raimondo»: Montecalvoli e la “lotta” per non far partire il parroco

di Nilo Di Modica
Don Raimondo
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Don Raimondo

Gli avvicendamenti dei preti in provincia generano la protesta del paese

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SANTA MARIA A MONTE.  «Don Raimondo è il nostro prete di strada, non portatecelo via». A pochi giorni dalla notizia sui vari cambiamenti d’incarico ad alcuni storici parroci della provincia, la prima comunità a reagire è quella dalla quale (un tempo) ci se lo sarebbe forse aspettato di meno: la rossa Montecalvoli, dove a difesa del parroco sarebbero già scese in campo le tante realtà associative.

Tanto avrebbe scatenato giorni fa la comunicazione del vescovo monsignor Andrea Migliavacca, che a pochi mesi dal suo trasferimento ad Arezzo ha deciso di trasferire don Sergio Occhipinti da Orentano a Larciano, ma anche di lasciare Santa Maria a Monte, dove don Bruno Meini ha rinunciato per sopraggiunti limiti d’età, in mano a un solo parroco in arrivo proprio dal paese del pistoiese, a cui spetteranno responsabilità anche per San Donato e Montecalvoli. In questo giro di trasferimenti è rientrato quindi anche don Raimondo Gueli, parroco che a Montecalvoli è riuscito in appena sedici anni ad instaurare un profondo e stretto legame con la comunità: andrà a Casciana Terme.

Qualcosa che i montecalvolesi proprio non hanno intenzione di buttar giù. Insieme a loro, anche i fedeli di San Donato, storica parrocchia da tempo sotto la responsabilità del prelato montecalvolese.

E mentre qualcuno, specie nell’ambiente più vicino alla chiesa, ipotizza una raccolta firme a favore del parroco trasferito, a fare le prime mosse sul terreno della diplomazia è invece la parte più laica della comunità, quell’insieme di realtà che animano il paese da decenni e che da tempo si fanno chiamare “Associazioni Montecalvolesi”, fra le quali compaiono anche i circoli Arci “La Perla” e Arcipicchia, l’Acli, l’Auser, Fratres, Misericordia, Ass.per Montecalvoli, Corale S. Jacobs Choir ed altre. Tutte realtà che in questi anni hanno saputo stringere un rapporto profondo con la parrocchia, grazie a don Raimondo, attorno a iniziative di solidarietà alle famiglie, a seguito di alcune cause di beneficienza o nell’organizzazione della Festa di San Jacopo. Associazioni che avrebbero già chiesto un incontro al vescovo, da farsi a novembre. Per chiedere spiegazioni del trasferimento. E chissà se il miracolo, stavolta, arriverà per acclamazione.

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