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L’annuncio

Il Comune di San Miniato non parteciperà all’asta per l’immobile ex Icla a Ponte a Egola

di Nilo Di Modica
Il Comune di San Miniato non parteciperà all’asta per l’immobile ex Icla a Ponte a Egola

Decisione dopo la valutazione dei tecnici, declinato l’invito della Consulta

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SAN MINIATO.  «Il Comune non parteciperà all’asta per l’ex-Icla». Arriva da parte del sindaco di San Miniato, Simone Giglioli, il responso sulla questione dei terreni dell’ex azienda ponteaegolese, dopo la proposta di alcuni cittadini che all’ultima riunione della consulta avevano chiesto all’amministrazione di prendere in considerazione l’idea di partecipare all’asta. L’area dove sorgeva la ditta e in cui al momento ha sede l’azienda specializzata nella produzione di gommapiuma per materassi M3 (gruppo Magniflex) andrà infatti al migliore offerente il 25 ottobre. Il prezzo base d’asta è di 3 milioni e 192mila con un offerta minima di 2 milioni e 394mila euro. Un prezzo già ribassato rispetto al primo incanto, quando l’asta andò deserta alla fine del 2021. Da qui la proposta avanzata al Comune alcune settimane fa per mettere (parzialmente) fine all’annosa questione avviata ormai nel lontano 2014, quando il nuovo regolamento urbanistico intimò la delocalizzazione in quanto l’area in cui sorgeva la fabbrica non era considerata più idonea. Una battaglia legale, almeno su quel fronte, che si è conclusa nel 2018, con il Tribunale amministrativo regionale (Tar) della Toscana che dato ragione alla M3.

Il Comune, tempo fa, aveva risposto ai cittadini senza prendere impegni, assicurando solo che avrebbe «controllato le carte attraverso gli uffici tecnici». Acquisto che però in Comune adesso escludono, in quanto troppo “spinoso” da troppi punti di vista, a cominciare da quello burocratico legato alla questione non da poco della M3, che insiste con la propria produzione sopra il terreno. Un area molto più vasta dell’azienda attiva al momento, al centro di vincoli urbanistici, legati alle normative sulla sicurezza che normavano e normano ancora l’attività industriale che si sviluppa nel sito, che rappresentano un rompicapo notevole per tutto il quartiere residenziale tutto attorno. La paura sottaciuta dai più è che l’azienda, che porta avanti le sue attività all’interno dell’area pagando un affitto, decida di comprarsi il terreno all’asta, a questo o ad uno dei prossimi appuntamenti, ponendo una pietra tombale su qualsiasi ipotesi di delocalizzazione.


 

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