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La storia

Per mezzo secolo nella stessa azienda di Santa Croce: festa per la pensione di Vincenzo

di Marco Sabia
Per mezzo secolo nella stessa azienda di Santa Croce: festa per la pensione di Vincenzo

Cena da Benito a Orentano con colleghi, titolari della Ferradini e parenti del 71enne che ha prestato servizio per un decennio in più rispetto al periodo previsto per il ritiro

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SANTA CROCE. Ha lavorato addirittura dieci anni più del necessario per andare in pensione, segno di un’etica lavorativa d’altri tempi e anche di un affetto raro per l’azienda che l’aveva accolto cinque decadi prima: nei giorni scorsi Vincenzo Melena – 71 anni a dicembre – è stato festeggiato da titolari e dipendenti della Stampatrice Ferradini Bruno, attiva nel comprensorio (a Santa Croce) dal 1959. In questo percorso Melena – nato il 7 dicembre 1951 a Casalincontrada, provincia di Chieti – c’è praticamente sempre stato, diventando una figura irrinunciabile.

Tanto che gli amici e i colleghi di una vita, oltre ovviamente ai familiari, venerdì sera l’hanno voluto festeggiare con una cena alla pizzeria trattoria da Benito a Orentano con praticamente tutto l’organico aziendale. E la titolare Patrizia Ferradini gli ha voluto anche scrivere una lettera per ripercorrere questi 50 anni di vita lavorativa assieme: «Ragazzo intelligentissimo, ambizioso, pieno di idee, scalpitante. In breve tempo, per la sua bravura, si collocò tra i dipendenti più fondativi dell’azienda senza mai mancare di rispetto ai superiori e alla proprietà. Lavorava con sistema, esigentissimo con se stesso e con chi lavorava con lui. Preciso, pignolo, professionale, brontolone: vedeva ed intuiva situazioni prima degli altri, attento ai suoi diritti ma ugualmente attento ai suoi doveri. Il primo ad arrivare la mattina e l’ultimo ad uscire la sera. Aveva le chiavi dell’azienda».

Parole commoventi quelle usate da Ferradini che lo ha definito «geniale», aggiungendo che «sapeva inventare, proporre e immediatamente trovare la soluzione. Ha sempre lavorato come se l’azienda fosse di sua proprietà. Ha educato, iniziato e insegnato il lavoro a tantissime persone. Rappresenta la storia della Ferradini e di Santa Croce per il settore della stampatura pelli e tessuti. Fidatissimo, tanto che potevamo lasciargli in custodia qualsiasi valore. Non ha mai toccato ciò che non era suo».

E poi un ricordo struggente da parte della titolare della ditta: «Alla morte di mio padre, nel 2006, divenne mio padre nel senso che iniziò, anzi continuò, a lavorare come lavorava lui. Spazzava fuori e all’interno. Lo vedevi sempre occupato. Brontolava come faceva mio padre. Esigeva come lui: ordine, precisione e disciplina dentro e fuori l’azienda. Ha sempre saputo far girare in maniera giusta e concreta tutto ciò che ha toccato. Del resto il solo fatto di aver lavorato cinquant’anni con la stessa famiglia e nella stessa azienda spiega meglio di qualsiasi discorso che uomo è Vincenzo, a tutti gli effetti uno di famiglia».

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