Gioco
Festa per i 70 anni della gioielleria fondata dal piaggista “Spartaco”
A Navacchio il compleanno speciale dell’attività della famiglia Viegi
CASCINA. Via Tosco Romagnola 2029. A Navacchio, più o meno duecento metri dopo l’incrocio con via Gramsci. La “Gioielleria Viegi” è lì da settant’anni. Un pilastro e una pietra miliare dell’imprenditoria cascinese nel verso senso della parola, tanto che a Navacchio e dintorni, le distanze si misurano anche in relazione a questo storico negozio: «Cerca il tal posto? Si lasci il “Viegi” sulla destra prosegue altri due cento metri». Perché lì la gioielleria c’è dal 1952 e ieri ha spento le 70 candeline insieme ai clienti, con tanto di brindisi. «Invero non siamo sempre stati proprio qui, perché il primo negozio era un centinaio di metri più avanti. Piccolissimo rispetto all’attuale, ma tutto è nato da lì» raccontano Franco Gori e la moglie Carla Viegi, proprietaria insieme al fratello Carlo della gioielleria in cui lavorano anche quattro commesse, un orologiaio e un orefice. In origine, invece, in negozio c’era solo Corallina, la madre di Carla e Carlo. Anche se l’intuizione originaria e la decisione di aprire quella che allora si chiamava oreficeria, fu di Romeo Viegi, a Cascina e nel settore conosciuto da tutti con il nome di “Spartaco”, il capostipite della generazione di gioiellieri di Navacchio.
«Lavorava alla Piaggio come operaio specializzato. Lì entrò in contatto con altri colleghi che avevano cominciato ad aprire negozi simili – raccontano Carla e Franco – e, poiché aveva davvero le mani d’oro ed era molto bravo nei lavori di precisione, decise di cimentarsi in questa nuova avventura». Ma niente salti nel buio: assolutamente vietati con due figli da crescere. «Aprì un piccolo negozio, ma almeno per i primi due anni continuò a lavorare alla Piaggio mentre in negozio restava Corallina».
Non c’erano casseforti all’epoca anche perché gli oggetti di valore erano assai meno di oggi. Però, meglio comunque non correre rischi: così tutte le sere Corallina aspettava che Spartaco rientrasse da Pontedera per caricare gioielli e altri monili di valore in auto e custodirli nella notte a casa, a Visignano, per poi riportarli in negozio l’indomani.
Funzionò così fino al 1954, primo anno di svolta: «Il negozio stava ingranando e mio padre decise di fare il grande passo, licenziandosi dalla Piaggio per dedicarsi esclusivamente al negozio». Fanno tutto dal “Viegi”: creano e realizzano gioielli, ma riparano anche orologi e occhiali. Venticinque anni dopo, quel piccolo negozietto è conosciuto ben oltre i confini cascinesi, arrivano clienti da Pisa a Pontedera e anche oltre. Gli spazi, però, sono diventati troppo angusti.
Così “Spartaco” Viegi decide di fare un altro salto e, nel 1978, acquista un fondo molto più ampio, sempre lungo la Tosco Romagnola, a circa duecento metri di distanza. Lì dove si trova ancora oggi e dove lui l’ha lasciato nel ‘96, anno della sua scomparsa. Il momento, forse più difficile, per l’attività: beninteso il negozio era più che ben avviato e da imprenditore lungimirante, aveva preparato anche il futuro crescendo e formando i figli, il genero e nuora. Però ripartire senza il capostipite, non è stata comunque cosa facile. Eppure “Carla Viegi Gioielli e Orologi” è ancora lì, a settanta anni di distanza da quel giorno del 1952. Dal 2004 in un negozio completamente rinnovato e ancora più bello. Accanto c’è anche l’ottica che porta lo stesso nome perché quattro anni fa, la famiglia di gioiellieri ha deciso di dedicare uno spazio autonomo e a sé stante al settore dell’ottica.
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