Il dolore
Pontedera, vende mascherine irregolari: commerciante a processo
Aveva offerto i dispositivi di protezioni privi di certificazioni
PONTEDERA. È finita davanti a un giudice con l’accusa di aver tentato, e in alcuni casi concluso, la vendita di mascherine anti Covid prive delle certificazioni di legge.
Dopo aver ricevuto la denuncia, a Procura con una citazione diretta a giudizio ha mandato a processo una commerciante della Valdera con l’accusa di frode in commercio.
Difesa dall’avvocato Alberto Marchesi, l’imputata deve difendersi davanti al giudice Giovanni Zucconi (pm onorario Samantha Lotti). Nel suo negozio aveva centinaia di mascherine che negli ultimi due anni sono diventate il principale lo strumento di protezione personale durante la pandemia da Covid.
L’imputata sostiene di averle ricevute e messe in vendita in buona fede, fidandosi del fornitore. Una condizione comune ad altri commercianti che rischiano la stessa sorte di un processo in cui dover dimostrare l’assenza della volontà di frodare il cliente vendendogli prodotti taroccati. Il dibattimento è alle fasi iniziali.
L’articolo 515 del codice penale disciplina il reato di frode in commercio: «Chiunque, nell’esercizio di un’attività commerciale, ovvero in uno spaccio aperto al pubblico, consegna all’acquirente una cosa mobile per un’altra, ovvero una cosa mobile, per origine, provenienza, qualità o quantità, diversa da quella dichiarata o pattuita, è punito, qualora il fatto non costituisca un più grave delitto, con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a 2.065 euro».
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