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Circo, padel, ricamo e tante idee: benvenuti a Gello, la frazione che ha cambiato marcia

di Paola Silvi
Circo, padel, ricamo e tante idee: benvenuti a Gello, la frazione che ha cambiato marcia

Gello si è trasformato grazie a parrocchia, Comune, associazioni e imprenditori. «Siamo una maxi-famiglia di 600 persone dove si incontrano mondi diversi»

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PONTEDERA. La piazza è fin dall’antichità un luogo in cui la gente si ritrova e la comunità si forma e si evolve. In quella di Gello si incontrano il circo, il padel, il teatro, i laboratori di idee e la parrocchia di San Lorenzo. Cinque mondi per un’unica realtà che, nel suo piccolo, è una rivoluzione.

Le origini

Un fenomeno che soprattutto negli ultimi due anni sta facendo scintille. Frutto di una visione lungimirante che parte dal 2002, con l’arrivo di don Armando Zappolini e l’inizio di una sinergia consapevole e duratura con il Comune di Pontedera. Un percorso a tappe che ha trasformato la distesa di campi incolti stretti tra la superstrada, la zona industriale e la discarica, in una terra accogliente, dalle mille possibilità. Crocevia di sport, fede, spettacoli, cene, lavori all’uncinetto e tante iniziative. «Questa è l’identità di Gello. Quando le strutture si riempiono di gente e prendono vita», spiega Zappolini. E il legame con il territorio è il filo rosso che unisce il circo ai campi da calcetto, a quelli del nuovo maxi complesso dedicato al padel, alle attività parrocchiali. «È la risposta di un sistema – aggiunge – che vuole la socialità. Un antidoto naturale contro l’esclusione e una scommessa fatta dalla gente per la gente».

I gioielli

Così, in questa frazione ci sono tanti tesori esibiti con discrezione. Tante occasioni che si fondano sulle basi solide della collaborazione. «Perché se le persone e le istituzioni riescono a condividere un progetto e a lavorare insieme – dice don Zappolini – si creano idee innovative che cambiano un territorio». E si trovano soluzioni originali che aiutano a combattere i tempi difficili. La prima metamorfosi racconta del circo di “Chez nous. ..le cirque! ” e della sua magia. Dopo la lunga diatriba tra la cooperativa che inizialmente svolgeva le proprie attività negli spazi adiacenti al teatro Politeama di Cascina e la precedente giunta guidata da Susanna Ceccardi che li aveva in qualche modo sfrattati ad ottobre del 2018, la onlus ha trovato casa a Gello. È una vera e propria città circense, con il grande tendone a strisce rosse e bianche che troneggia nel campino e carovane in legno, dedicate alla storia dei giocolieri, dei trapezisti e dei direttori del circo. Ai loro costumi di scena e ai loro attrezzi. Pezzi prestigiosi della collezione dell’unico Museo del circo in Italia. Il progetto si chiama “Circondominio” e nasce dall’unione tra la chiesa di San Lorenzo, l’amministrazione pontederese e la cooperativa presieduta da Giulia Costa che si occupa della promozione di queste discipline a scopi di inclusione sociale e alla formazione della figura dei clown dottori. «Siamo felici di essere qui. Ci siamo sentiti subito accolti», dice Costa. I bambini che vengono a lezione di mimi, cabaret e clownerie sono oltre 60 e arrivano da Pontedera, Cascina, Ponsacco. Con i loro genitori affollano la piazza. Risuonano risate e si pianificano spettacoli futuri.

La culla del padel

A due passi, poco distante, il regno degli smash e dei volée. Una cittadella dello sport di ultima generazione, appena inaugurata, guidata dall’associazione Flypadel e voluta dall’azienda Lenergy che non solo ha creato il complesso ma ha realizzato nell’area un bar, riqualificato i marciapiedi e sarà in grado di provvedere, grazie al suo impianto fotovoltaico, alle proprie utenze e a quelle delle strutture della vicina parrocchia. Compresi il campo di calcetto, lo spazio per il basket, gli spogliatoi e il nuovo salone. Una boccata d’ossigeno insomma visto il periodo e ancora un gran via vai di sportivi, appassionati, alunni delle scuole che diventano ospiti di queste strade.

Idee e progetti

E poi ci sono le iniziative che escono dalla parrocchia che, come capitoli di un libro sottolineano l’ospitalità, la voglia di rimboccarsi le maniche e tanta fantasia. Dai ritrovi in bicicletta, alla messa delle 9 così partecipata da dover aprire una stanza vicina alla chiesa e dotarla di un maxischermo da dove seguire la celebrazione. Dal giornalino pensato dai bimbi del catechismo alle cene organizzate da Concetta Marra e alle preghiere comunitarie del giovedì. Qui gli abitanti si conoscono tutti. Ognuno mette a disposizione le sue competenze e le sue qualità. «Come una grande famiglia – aggiunge Marilena Bova – dove condividiamo le idee e ci impegniamo per realizzarle».

Arte e socialità

Gli abitanti raggiungono quota 600 ma il numero si raddoppia, a volte si triplica da quando Gello ha cambiato look. Basta attraversare via delle Calende e l’albero di Natale fatto all’uncinetto fa capolino davanti alla chiesa. Ogni mattonella, ogni colore, ogni trama è una storia diversa. «Le donne della frazione, più o meno giovani, – racconta la portavoce del laboratorio da cui è partito il progetto, Lucia Cantini – hanno condiviso la passione per il ricamo e la voglia di stare insieme, di godere di qualche pomeriggio in compagnia. È stato un modo semplice per stimolare le persone, dopo la pandemia, ad uscire dall’isolamento. Avevamo signore che venivano da lontano, persino da Prato». Il risultato è un connubio di colori e armonia. Lo stesso che si respira nel giardino dietro i locali della chiesa dove una bicicletta lilla ricorda la distesa di lavanda che profuma l’estate gellese. L’identica atmosfera di serenità che si percepisce nel gruppo di teatro “Du’Bicci” dove la compagnia, dalle stanze della parrocchia, porta in scena, nei comuni della Valdera, con comicità e ironia, la vita di tutti i giorni. «Perché c’è sempre bisogno di due ore di evasione. Ci divertiamo e raccogliamo fondi a sostegno di varie associazioni del territorio», sottolinea Roberto Macelloni.

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