Il dolore
Il Pettirosso fa 60 anni e regala ai clienti lo sconto del 50 per cento
Il 19 e 20 metà prezzo a pranzo e a cena
PALAIA. Fu nonna Luciana nell’ottobre 1962 ad aprire le porte del nuovo ristorante Il pettirosso a Palaia. Dette retta a chi ne apprezzava già le sue spiccate doti e le capacità in cucina e così pensò di esaltarle accarezzando i palati della gente con la nuova attività.
Con il marito Silvano Pertici arrivava da Volterra: lui faceva il veterinario in tempi in cui c’era da andar per stalle e non curare in ambulatorio gatti e criceti come succede oggi. Era sempre fuori e Luciana sempre da sola in casa. Si dilettava ai fornelli per far trascorrere le ore.
Ebbe ragione ad aprire Il pettirosso. Forse lo capì subito e furono gli stessi clienti che iniziarono a salire sul colle di Palaia, poco distante dalla famosa Pieve di San Martino.
Oggi i discendenti festeggiano 60 anni di attività, il prossimo martedì 18 ottobre. «Quel giorno lo faremo con i dipendenti, poi con i fornitori e le autorità. Infine con quanti vorranno partecipare alla festa» spiega Francesca Pertici, che rappresenta un po’ la terza generazione della gestione del ristorante Il pettirosso. Con il padre Paolo, Francesca festeggerà il 19 e 20 ottobre con tutti i clienti, con uno sconto del 50% sul menù il traguardo raggiunto. «Qualsiasi menù scelto sarà pagato dai clienti la metà».
In principio nonna Luciana Manganelli faceva anche pensione, poi lasciò stare. Con il figlio Paolo e la nuora Paola, erano già gli anni Settanta, fece soltanto ristorazione, che poi venne ampliata negli anni Novanta con la pizzeria. Sempre un successo.
I piatti che vanno per la maggiore? «Beh, il cinghiale con le olive che ancora oggi è la stessa ricetta pensata e cucinata da nonna Luciana. Mi dispiace soltanto che ci abbia lasciato a marzo scorso. Per poco non è arrivata alla festa dei 60 anni di attività, che avrebbe meritato di poter celebrare. Aveva compiuto 95 anni il 29 dicembre».
Il cinghiale è sempre stato il simbolo della cucina palaiese e del Pettirosso in particolare. E così ecco in tavola anche le pappardelle al cinghiale. E come non rammentare la famosa zuppa inglese, ideata sempre da nonna Luciana. Da quando si è aggiunta la pizzeria, anche quel piatto è molto apprezzato in tutte le sue accezioni, scelte e gusti.
I clienti apprezzano anche quando il regno che fu di Luciana è passato al figlio. «Si sono aggiunti piatti con i funghi e con il tartufo, che da questa parti, quello bianco, è una vera prelibatezza». Oggi, come detto, c’è anche la nipote Francesca. Un team che non ha perso smalto, anzi ha saputo ridare lucentezza all’attività anche in periodi non certo facili. «Il Covid ci ha davvero dato alle gambe. Forse – riflette Francesca Pertici – più quello che oggi con le bollette arrivate alle stelle. Al momento siamo riusciti a contenere i disagi per i clienti. Perché noi siamo testardi: ci rimbocchiamo le maniche e andiamo avanti, anzi lo facciamo con maggior determinazione».
In estate, al ristorante Il pettirosso di Palaia, sono impegnate una decina di persone, mentre nella stagione invernale basta il lavoro della famiglia: «Nella bella stagione si arriva a un centinaio di coperti più un’altra trentina che possiamo aggiungere all’aperto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
