La manifestazione
Il Comune cancella la maxi-discarica abusiva a Santa Croce sull’Arno
«La varietà dei materiali ci ha indotto a chiamare Arpat per fare una caratterizzazione dei rifiuti presenti all’interno – continua Deidda –. A quel punto potremo intervenire chiamando una ditta specializzata e pulire il tutto. Risoluzione di un problema nato in ambito privato e che alla fine è costata a tutti i cittadini, anche se come sempre cercheremo di rifarci sui responsabili dell’area»
SANTA CROCE. L’ingresso del capannone di un tempo, praticamente, non si vedeva più: una discarica aveva ostruito tutta l’area antistante, con i rifiuti che ormai erano arrivati quasi a metà della strada. Questa la condizione di via I Settembre, strada della zona industriale finita già tempo fa al centro di numerose segnalazioni da parte di imprenditori e lavoratori della zona, oltre che di ordinanze del comune cadute nel vuoto. Situazione che si è fatta sempre più insostenibile e alla fine, malgrado la responsabilità di recintare l’area e mantenerla pulita fosse di privati, alla fine è dovuto intervenire il Comune, che ieri mattina ha parzialmente tamponato la situazione e a breve farà ripulire l’intera area da una ditta specializzata.
Sede di una centrale termica privata che avrebbe dovuto produrre calore per le tante aziende tutte attorno, fu invece cornice di un fallimento accorso a pochi mesi dall’inizio dell’attività. Chiusura che, ormai più di quindici anni fa, lasciò il capannone all’abbandono, con diverso materiale accatastato all’interno del piccolo piazzale. Divelti i cancelli, rubate le grate del perimetro esterno, il cortile prima e lo stesso stabile poi, hanno finito per restare alla mercé di chiunque. Fino a quando il grande cumulo di pallet ed i fusti abbandonati dai vecchi proprietari ha finito per attirare l’attenzione di chiunque avesse qualcosa da scaricare. «Non sarebbe spettato a noi, ma era nostro dovere porre fine a quella situazione – commenta la sindaca di Santa Croce Giulia Deidda –. La quantità di rifiuti, quasi totalmente urbani, era ed è impressionante e cominciava a rappresentare un problema persino per la viabilità. Abbiamo quindi chiamato Geofor per ritirare quanto insisteva sulla strada e abbiamo intanto recintato temporaneamente l’intera area, in modo da bloccare gli scarichi».
Situazione allarmante anche dal punto di vista sanitario. All’interno della struttura, infatti, ci sono rifiuti di ogni genere e origine, oltre a varie carcasse di animali e ai resti di quella che stava per diventare una colonia felina spontanea. «La varietà dei materiali ci ha indotto a chiamare Arpat per fare una caratterizzazione dei rifiuti presenti all’interno – continua Deidda –. A quel punto potremo intervenire chiamando una ditta specializzata e pulire il tutto. Risoluzione di un problema nato in ambito privato e che alla fine è costata a tutti i cittadini, anche se come sempre cercheremo di rifarci sui responsabili dell’area».
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