Lutto
San Faustino arriva col battello e trova una folla ad accoglierlo
Suggestiva cerimonia per la reliquia restaurata del patrono
PONTEDERA. San Faustino che arriva in battello circondato dalle imbarcazioni dei canottieri. La banda Volere è Potere che suona, gli stendardi, le associazioni di volontariato dagli scout ai Fratres, dall’Unitalsi ai giocatori del Pontedera Calcio, dai carabinieri alla polizia di Stato, dai finanzieri ai bersaglieri, dalla Misericordia alla San Vincenzo de’ Paoli. Tutti schierati, in divisa e in perfetto ordine. E poi i cittadini in attesa che il santo che viene dal fiume, tocchi terra. Tra fede e tradizione, tra curiosità e sacralità, la festa del patrono unisce Pontedera. È un rituale senza tempo che anticipa la vera celebrazione, quella del 13 ottobre ma che inaugura una novità tutta locale.
La reliquia restaurata di San Faustino ha il volto ricostruito di un ragazzino quattordicenne di origine africana che, nella sua testimonianza di martire, diventa un simbolo che abbraccia l’intera comunità. Non riguarda più solo gli uomini e le donne di chiesa. Ci sono anche le Vespe che aprono la processione. Non manca nessuno. E quando don Massimiliano Garibaldi invita a procedere, i bambini, gli adolescenti, gli anziani, le famiglie e i volontari si stringono intorno alla teca adagiata su un altare mobile con drappi preziosi. La processione, guidata dall’arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto, dal preposto del Duomo don Piero Dini, insieme ad altri parroci emeriti di Pontedera, come don Angelo Cuter e don Giulio Giannini, accompagnata dal sindaco Matteo Franconi, dal vice Alessandro Puccinelli e dall’assessore Mattia Belli, si dipana per le vie del centro.
Un percorso suggestivo che celebra una ricorrenza che va avanti dal 1801 ma che stavolta è totalmente diverso. In onore dell’eroico cristiano vissuto nel Trecento si respira aria di socialità e convivialità. Mentre la reliquia passa in via Saffi, in corso Matteotti e in piazza Martiri della Libertà, la gente si affaccia alle finestre, si ferma ai bordi della strada. Un lento scorrere intervallato da preghiere e da sussurri che si conclude al Duomo per un momento di preghiera collettivo dove don Dini ringrazia per l’impegno profuso e in particolare Eugenio Leone, organizzatore dell'evento.
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