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L’artigianato robotico nasce a Cascina e conquista i mercati internazionali

di Nilo Di Modica
L’artigianato robotico nasce a Cascina e conquista i mercati internazionali

Ennesimo riconoscimento mondiale per le tecnologie dell’azienda Bacci

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CASCINA. «Siamo fra i primi esportatori italiani di una tecnologia ad altissimi livelli, ma ci conoscono più all’estero che in casa, gli ingegneri scarseggiano». La “casa”, in questo caso, è la toscanissima Cascina, città del mobile e del legno. La ditta, persa fra i capannoni della zona industriale della città, è la Paolino Bacci, oltre cento anni di storia oggi nelle mani delle ultime due generazioni della famiglia, Agostino Bacci ed i suoi tre figli.

Una storia incredibile di imprenditorialità “dietro l’angolo”, piccolo gioiello della produzione di macchine per la lavorazione del legno che ormai da tempo strizza l’occhio alla robotica e ai mercati internazionali, che proprio in questi giorni con una delle sue ultime e più innovative macchine ha fatto parlare di sè ad Atlanta, dove ha vinto il prestigioso Challengers Award. «Il terzo» dice con una punta d’orgoglio Paolo Bacci, insieme a Giuseppe e a Nino rappresentante della quarta generazione. Lo stesso premio se lo erano infatti già aggiudicato nell'edizione 1986 ed all'epoca fu la prima azienda italiana a vincerlo. Senza dimenticare il 2016.

Il Challengers Award viene conferito alle aziende che presentano tecnologie innovative tali da costituire un effettivo progresso tecnico nella lavorazione del legno e viene assegnato da una giuria composta da 10 executives (dirigenti o titolari) delle più grandi aziende americane produttrici di mobili.

«Il segreto è sempre stato quello di aggiornare sempre di più i prodotti, fino al settore che da tempo ormai esploriamo, quello delle macchine a controllo numerico – spiega Paolo. – Un tornio in grado di produrre quattro pezzi contemporaneamente a partire non più, come si faceva una volta, da un modello fisico, in metallo, che fungeva da base per la produzione della serie e doveva essere prodotto da altre aziende con i propri tempi. Stavolta si parte da un modello 3D, digitalizzato, che viene prodotto poi all’atto pratico da bracci meccanici». In pratica siamo nella quasi totale automazione, con quattro pezzi di legno non squadrati, ma anche affusolati e dalle forme più varie, che potranno diventare parti di mobili, attrezzature in legno, sezioni di rivestimenti e chi più ne ha più ne metta, che possono essere prodotti in serie «in un sesto o settimo del tempo che ci avrebbe messo un artigiano in carne ed ossa» come afferma l’ingegnere Fabio Gini. E sono proprio gli ingegneri, di cui c’è una gran fame in questa azienda (che poi sono varie e parti di un gruppo, di cui tre in Italia fra Cascina e Udine e due filiali in USA e Cina). «I ragazzi più promettenti che escono dall’Università, dalle varie branche dell’ingegneria e dell’informatica, pensano ai grandissimi e blasonati nomi della meccanica. Pensano di doversi spostare a Milano, Roma o all’estero – dice Agostino Bacci, che da quarant’anni traghetta l’azienda. – Spesso non sapendo che a due passi da Pisa ci sono realtà come la nostra, che oltre ad una storia producono ad un livello tecnologico tale da gareggiare con aziende di mezzo mondo». Robotica, sensoristica, meccanica, elettronica, automazione...sono alcuni dei settori nei quali l’azienda cerca da tempo figure da inserire in un organico che, nei prossimi anni «potrebbe aver bisogno di decine di persone in più» come dice Paolo, fra produzione continua di nuove invenzioni, nuovi revetti, per modelli che sono modulari, adattabili, pensati per venire continuamente incontro alle richieste sempre più particolari dei clienti (al 95% esteri), ma anche per tutta la parte della manutenzione in giro per il mondo. Un premio che rappresenta un grande orgoglio – dice Patrizia Alma Pacini, presidente Unione Industriale Pisana. – Bacci, come diverse altre aziende della nostra provincia, ha bisogno di figure altamente qualificate».


 

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