Gioco
Ruba il carnet durante i lavori in casa e si intesta assegni per 30mila euro
Pontedera, muratore querelato da una vedova: a processo per furto aggravato
PONTEDERA. Era entrato in casa di una signora come artigiano capace di realizzare alcuni lavori di ristrutturazione a prezzi concorrenziali. Non sapeva la donna, vedova da tempo, che oltre a saper usare bene le mani l’uomo aveva anche una vista da curioso interessato. Quando aveva capito dove la padrona di casa teneva il blocchetto degli assegni tra un lavoro di muratura e l’altro era riuscito con facilità a mettersi in tasca il carnet con gli cheque in bianco.
E con una sequenza di quattro, cinque firme falsificate aveva incassato almeno 30mila euro. Querelato dalla donna che si era vista ridurre l’importo del conto corrente, l’artigiano aveva subìto una perquisizione nel corso della quale era stato trovato il carne degli assegni con le matrici. Una prova che ha rimosso qualsiasi tipo di scusa per giustificare una presenza del genere. Finito a processo con citazione diretta della Procura per furto aggravato il 50enne residente in Valdera, difeso dall’avvocato Francesco Ziello Esposito, vuole evitare il giudizio offrendo un accordo. La parte offesa, assistita dall’avvocato Massimiliano Calderani, è pronta a rimettere la querela se ritornerà in possesso dei soldi rubati dal muratore. Lui lo ha promesso. E con l’annuncio di impegnarsi a trovare un accordo ha ottenuto un rinvio dell’udienza al prossimo febbraio.
È una storia di fiducia tradita e di occasioni che trasformano le persone fino a quel momento all’apparenza innocue. L’imputato aveva conosciuto la donna per svolgere alcune opere di ristrutturazione. Non è che è entrato in casa con l’idea di derubarla. Quando ha visto il blocchetto degli assegni ha maturato un proposito che avrebbe, comunque, avuto corto respiro. Ha sottratto il carnet e ha messo all’incasso gli assegni falsificando la firma della titolare del conto corrente. Quando gli cheque sono stati pagati per un importo finale sostanzioso – quasi tutti i risparmi della donna – le richieste di spiegazioni alla banca hanno chiarito quelle uscite. Il beneficiario degli assegni era lo stesso artigiano che era stato in casa della vittima del furto. E quando gli hanno trovato la matrice durante la perquisizione non c’era molto altra da dire. Ora deve fare solo una cosa per evitare il processo dall’esito scontato: restituire i soldi rubati.
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