Il Tirreno

Pontedera

Il ricordo

Addio Diego, il capo degli ultrà. Il silenzio di Pontedera stravolta dal dolore

di Tommaso Silvi

	Diego Savelli, morto a 41 anni
◗
Diego Savelli, morto a 41 anni

Aveva 41 anni, lascia i genitori e la sorella. L’amore per la maglia granata, le mattinate in corso Matteotti e una vita fatta di cadute e risalite, sempre in mezzo alla sua gente

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. A petto nudo, un sorriso sottile e il megafono in mano. Nel settore ospiti dello stadio Arena Garibaldi di Pisa, in piedi spalle al campo. Con gli occhi sul popolo granata che fa ballare lanciando cori a ripetizione. Il video salta da una parte all’altra sui social dalla tarda mattinata di lunedì 12 settembre. Da quando Pontedera è stata travolta da un’ondata di silenzio che lascia spazio solo al dolore e al ricordo. Diego Savelli non c’è più. È morto cinque giorni dopo il suo 41esimo compleanno. Figlio del quartiere Fuori del Ponte, lascia i genitori e la sorella Giulia. La sua è una storia fatta di cadute e riprese, di tante gioie e tantissime sofferenze. Pontedera piange. E lo fa perché, al di là dei periodi difficili e delle scelte sbagliate, Diego era un ragazzone buono. E per certi versi anche fragile.

Dalle mattinate sul corso in bici, alle foto scattate coi ragazzi del settore giovanile del Pontedera, quando il cuore e la voglia di riscatto lo portarono al centro sportivo Marconcini, nel ruolo di custode dell’impianto. Il cuore, esatto. Quello di Diego era pieno di orgoglio per la sua città, che aveva scelto di tatuarsi sulla pelle. Diego lo conoscevano tutti anche e soprattutto perché per anni ha guidato il tifo organizzato del Pontedera calcio. Con quella carica e quell’entusiasmo contagiosi che quando c’era di mezzo il colore Granata gli esplodevano dentro. Leader, mai capo. Chilometri e chilometri in giro per l’Italia, ogni domenica per una vita. Per gridare l’orgoglio di essere Pontaderese. Poi le tenebre. Una lotta con le “trappole” della vita che ha combattuto con l’aiuto di una famiglia che ha sempre fatto il tifo per lui. Con le parentesi felici in mezzo a troppi giorni tristi che subito facevano notizia tra il centro e le case popolari. “Ho visto Diego”, capitava di sentire in quei momenti - raccolti soprattutto in questi ultimi anni -  tra i tavolini dei locali pettinati, ma anche tra le sedie di plastica, nei circoli. Quando Diego riappariva tra la sua gente era sempre festa.

Ora un mare di ricordi e una tristezza sconcertata che ammutolisce Pontedera, e tanti morsi di Valdera in cui Diego era conosciuto. Mercoledì 14 settembre alle 21 il Pontedera scende in campo - nel turno infrasettimanale di Serie C - in casa della Lucchese. La data del funerale non è ancora stata decisa dalla famiglia. Stravolti dal dolore, gli ultras granata della Gradinata Nord faranno sapere presto alla città come e in quale occasione renderanno omaggio a Diego Savelli. Sicuramente allo stadio. Mentre giocano i granata. Il Pontedera. Che ora più che mai è il Pontedera di Diego.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini