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«Studio e allenamento». Ecco i segreti del miglior sommelier della Toscana
Fucecchiese di 45 anni lavora in un noto ristorante di San Miniato
FUCECCHIO. La passione per l’universo vino è iniziata a casa e in giro con gli amici, i quali cominciavano a frequentare corsi da sommelier per “istruire” la propria predilezione per il frutto pregiato delle uve.
Quasi trent’anni dopo, per il sommelier fucecchiese Daniele Palavisini (45 anni) questa passione è diventata da tempo un lavoro e anche motivo di grande soddisfazione: nei giorni scorsi, infatti, ha vinto il Campionato toscano Sommelier 2022 dell’Ais a Castagneto Carducci, battendo Benedetta Costanzo, seconda classificata.
E dopo esser stato proclamato vincitore, si è concesso un buon bicchiere di champagne per godersi un momento tanto atteso. Daniele Palavisini vive alla Ferruzza con la moglie Alice e le due figlie Anna e Olga; fucecchiese d’origine, da 12 anni lavora in uno dei ristoranti d’eccellenza della San Miniato tanto conosciuta per la ristorazione, Papaveri e Papere di Paolo Fiaschi.
Tutte persone che hanno accolto con grande gioia l’affermazione di Palavisini, il quale adesso ha diritto di accedere automaticamente al campionato nazionale; e se si pensa che negli ultimi 5 anni 3 campioni nazionali sono arrivati dalla Toscana, niente vieta di sognare ancor più in grande.
Ma intanto Palavisini si gode la vittoria con modestia: «Dopo aver iniziato ad assaggiare il vino a tavola in casa, man mano con gli anni la mia passione è cresciuta, grazie agli amici ma anche ad alcune esperienze lavorative, come quella alle Cantine Leonardo. Nel 2014 ho fatto il corso per sommelier e a seguire ho conseguito l’abilitazione come degustatore ufficiale e la possibilità di prendere parte ai concorsi. Quest’anno speravo di vincere, anche se avevo degli avversari preparatissimi».
Ma come si “allena” la capacità di descrivere il vino? «Come in tutte le cose è la pratica che ti insegna, oltre a ispirarti ai migliori. E poi studiare e studiare, per diventare un battitore libero. Raccontando e descrivendo un vino si può consentire al cliente di vivere un’esperienza intensa e particolare. E questo si può fare allenandosi tutti i giorni, anche 10-15 minuti in cui mi isolo e degusto vini per cogliere sapori, odori e aromi».
Palavisini si è concesso anche un momento scherzoso post vittoria: «Ho telefonato a mia moglie – che mi aveva visto molto teso nei giorni precedenti – e le ho detto che avevo sbagliato un esercizio ed ero arrivato secondo. Poi ho confessato di aver vinto e la famiglia mi ha festeggiato, così come tutti i colleghi e amici di Papaveri e Papere, da Paolo in poi, che devo ringraziare».
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