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Vicopisano, il sogno del canale sotterraneo

Francesco Paletti
Vicopisano, il sogno del canale sotterraneo

A Vicopisano il sindaco vuole rendere visitabile la condotta nota come “La Botte”. Lunga 255 metri fu realizzata nel 1859. «Ottenuti i soldi stiamo verificando la tenuta»

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VICOPISANO. Per la Festa Medievale che ritorna dopo due anni di assenza causa pandemia, il conto alla rovescia è davvero agli sgoccioli: sabato e domenica (taverne aperte a partire dalle 17. 30) , infatti, Vicopisano farà un salto indietro nel tempo di almeno cinquecento anni, a quando il borgo era uno dei baluardi pisani e combatteva contro i fiorentini.

Ma il countdown dell’amministrazione vicarese è partito anche per il recupero di altre due importanti opere idrauliche, fondamentali per la bonifica del Lago di Bientina e vanto dell’amministrazione degli Asburgo Lorena nella Toscana: ossia le cateratte ximeniane, la fabbrica realizzata nel 1757 da Leonardo Ximenes a San Giovanni alla Vena e La Botte, realizzata nel 1859 nella stessa frazione da Alessandro Manetti, che consentì di completare la bonifica del lago e anche la più avveniristica delle due dato che l’ingegnere fiorentino riuscì nell’intento deviando il Canale Imperiale e facendolo passare sotto l’alveo dell’Arno, con una condotta sotterranea – “La Botte” appunto – lunga 255 metri.

Praticamente un corso d’acqua che corre sotto un fiume e per poi riemergere dalla parte opposta e sfociare in mare all’altezza di Stagno. Che a breve potrebbe tornare ad essere percorso anche dai tanti turisti e visitatori che in questi mesi hanno scelto Vicopisano quale base per le proprie vacanze.

«Quello è il sogno e l’obiettivo – annuncia il sindaco Matteo Ferrucci –: abbiamo ottenuto un primo finanziamento di 180mila euro, necessari per le effettuare le indagini geognostiche per verificare la tenuta della struttura. Partiranno fra un paio di mesi e se dovessero dare esito positivo, potremmo già essere in grado ai aprire alla fruizione dei visitatori anche il canale sotterraneo».

Ma il primo cittadino non si sgomenta neppure nel caso l’esito delle indagini fosse negativo: «In quel caso sarebbe necessario un intervento più sostanzioso, ma abbiamo già avuto rassicurazioni al riguardo dal presidente della Regione – continua Ferrucci – poiché si tratta di un’opera idraulica non solo di grande valore storico, ma ancora d’importanza fondamentale, ancora attuale per la tenuta idrogeologica del nostro territorio». Parallelamente partirà anche il recupero delle Cateratte Ximeniane: «Il finanziamento in questo caso c’è già: si tratta di un intervento di circa 630mila euro per il quale nei prossimi mesi sarà definito il progetto esecutivo. I lavori partiranno le prime settimane del prossimo anno». E sullo sfondo c’è pure il recupero della Torre degli Upezzinghi a Caprona.


 

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