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Biblioteca, nel puzzle del Comune: servizi trasferiti anche in municipio

Paola Silvi
Il cartello affisso all’ingresso della Biblioteca Gronchi
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Il cartello affisso all’ingresso della Biblioteca Gronchi

Mori: «Imminente la riattivazione di prestiti, segreteria Unipi e Informagiovani» Palazzo Stefanelli e Sete Sois candidati per i servizi informatici e gestionali

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PONTEDERA. «È imminente la riattivazione del servizio del prestito librario e di quelli interbibliotecari che fanno capo alla rete Bibliolandia. Di prossima ripartenza quelli della segreteria studenti e dell’Informagiovani. Stiamo mettendo a punto anche la riorganizzazione delle aule studio».

È la sintesi che l’assessore alla cultura Francesco Mori traccia dopo la decisione del Comune di Pontedera, di dieci giorni fa, di chiudere i parcheggi ovest ed est su viale Rinaldo Piaggio e bloccare la circolazione in via Maestri del lavoro, nel tratto che collega il viale a via del Fosso Vecchio per evitare il pericolo di crolli e il rischio di caduta di calcinacci dalle coperture delle ex officine Piaggio.

Un divieto che ha aperto un’ulteriore ferita. Non solo alla viabilità cittadina ma alla cultura. Perché la biblioteca Giovanni Gronchi, l’ufficio Informagiovani e la segreteria distaccata dell’Università di Pisa, non avendo altre uscite o entrate diverse da quelle all’interno del complesso, sono rimaste in standby.

Bloccate dall’emergenza, interdette al pubblico. In attesa di capire come fare a riprendere le attività.

E l’idea per far accedere gli utenti all’edificio che è sicuro, perfettamente agibile, è quella di realizzare un accesso attraverso un tunnel che percorrendo il marciapiede che costeggia l’immobile, si snoda per una trentina di metri. Ma l’operazione non è poi così repentina tanto che, per evitare una chiusura troppo lunga di questa piccola cittadella del sapere, l’amministrazione ha cercato di inventarsi delle alternative mettendo in gioco altri sedi dove trasferire almeno gli uffici della biblioteca e gli sportelli dedicati ai giovani e agli studenti.

Una soluzione “diffusa” che metterebbe in ballo il Centrum Sete Sois Sete Luas e Palazzo Stefanelli, deputati ad accogliere, se tutti i passaggi burocratici e normativi andassero a buon fine, come in un grande puzzle dove i pezzi devono combaciare alla perfezione, la parte informatica e gestionale dei tre enti in difficoltà.

Mori che da giorni è impegnato in sopralluoghi e riunioni, al momento non specifica le tempistiche e le destinazioni effettive dei vari servizi ma offre un barlume di speranza a chi vive questi impedimenti con ansia e voglia di tornare alla normalità. Di fronte alla fame di libri e di cultura, espressa gagliardamente dai mille lettori che quotidianamente, in media frequentavano la Gronchi e dai tanti ragazzi che hanno bisogno dell’Informagiovani e della segreteria universitaria ci vogliono rassicurazioni.

Non a caso, a chiederle è anche Roberto Cerri, storico direttore della Gronchi, da poco in pensione. «La situazione è complicata – dice – ma spero che riparta tutto al più presto perché bloccare le sale lettura, i prestiti, i servizi di consultazione anche archivistica, la lettura di quotidiani e riviste, l’accesso alla biblioteca ragazzi, non è proprio una gran figura per una città che non solo ha speso sei milioni di euro per avere un servizio bibliotecario moderno, e ne spende almeno altri 500mila all’anno per gestirlo, ma che si candida, con altri centri della Valdera, a Capitale italiana della cultura».

E il suo è anche un appello agli utenti «affinché non si lascino prendere dal fatalismo o dallo sconforto e chiedano – scrive – a viva voce certezza del cronoprogramma sul ripristino di tutti i servizi. La chiusura di questo gioiello è mortificante».


 

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