Attenzione
Nessuno vuole l’ex Ipsia. Ancora deserta l’asta per vendere l’immobile
Il prezzo per l’acquisto superiore a 5,2 milioni di euro
PONTEDERA. Nessuno vuole l’ex sede centrale dell’Ipsia in via Pisana a Pontedera. Non sono arrivate offerte per l’asta che metteva in vendita l’intero complesso immobiliare, in parte della Provincia di Pisa e in parte di proprietà del Comune, costruito a metà degli anni Sessanta in pieno centro, a due passi da piazza Belfiore e, quindi, vicinissimo a corso Matteotti, ormai inutilizzato da un decennio. Il prezzo di base dell’asta era stato fissato a 5 milioni e 244mila euro, di cui 664.050 per la parte pontederese e 4 milioni e 580mila euro per quella che appartiene alla Provincia. Ma la procedura si è conclusa con l’ennesima sconsolante dicitura “vendita deserta”. Non ci sono state richieste per una struttura dismessa da tempo, una volta sede scolastiche dell’istituto professionale.
Dopo mesi di confronti, discussioni, riflessioni incrociate e burocrazia, pareva esserci una speranza. Uno spiraglio per iniziare un percorso di riqualificazione e di trasformazione di un edificio che ormai, allo stato attuale, non ha più niente da raccontare. E che invece potrebbe avere potenzialità da esplorare e vocazioni da approfondire. Ci sono però luoghi che non hanno pace e soluzioni che non si trovano nonostante le buone intenzioni. Così l’ottimismo che spingeva il presidente della Provincia Massimiliano Angori a definire, a metà giugno, quest’operazione come «un atto di alienazione importante che consentirà alla città di fruire nuovamente di un immobile nel pieno centro cittadino», è al momento sfumato. Anche se restano ancora alcune strade da percorrere. «La nostra intenzione – precisa Angori – è quella adesso di procedere con un ribasso d’asta, previo ampio confronto con il Comune di Pontedera per accertarci preventivamente che il loro regolamento preveda le medesime procedure di ribasso».
Ci riprova dunque la Provincia e non si scoraggia. Chiedendo un ulteriore parere a Palazzo Stefanelli, con cui del resto condivide il compendio immobiliare composto da più unità distinte. L’ex Ipsia è disposto su più piani fuori terra. Nello specifico il fabbricato numero 1 è costituito da «un volume regolare a pianta trapezoidale a due piani indipendenti tra loro, con laboratori sprovvisti di servizi igienici, mentre il fabbricato numero 2 – si legge nella descrizione della Provincia – che si affaccia su via Manzoni, con finestre in legno coperte da tapparelle, è costituito da un volume regolare a pianta rettangolare a un piano. Vi si accede da un corridoio vetrato che porta ad una corte, da cui partono gli accessi ai servizi igienici, alla portineria e a tre distinti locali. La pavimentazione è in alcune zone in graniglia e marmo, in altre a grezzo in cemento, in altre ancora in gres».
Ma il problema più complesso riguarda la copertura in amianto dell’edificio principale, il cui smaltimento richiederà una bonifica complessiva. Senza contare la necessità dei lavori di ristrutturazione visto lo stato di abbandono in cui versa.
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