Il Tirreno

Pontedera

L’inaugurazione

Il museo Guarnacci tutto nuovo è «una festa per la cultura»

Nilo Di Modica
Il museo Guarnacci tutto nuovo è «una festa per la cultura»

Inaugurato il centro etrusco dopo la ristrutturazione da 1,6 milioni di euro

3 MINUTI DI LETTURA





VOLTERRA. Museo all’avanguardia quasi tre secoli fa e ancora adesso: il Guarnacci ieri si è presentato in tutto il suo splendore ai volterrani, per la fine di un lungo restauro che l’ha riconsegnato “nuovo” e proiettato nel futuro. Lo dimostra lo stupore della grande folla che si è assiepata ieri in tarda mattinata di in via don Minzoni insieme alle autorità per l’inaugurazione ufficiale, alla fine di un percorso segnato da due anni difficili e da un investimento di oltre 1,6 milioni di euro. Una «festa della cultura», come l’ha definita il sindaco Giacomo Santi al taglio del nastro, «nata per celebrare e rafforzare la consapevolezza di far parte di un glorioso percorso storico in cui la civiltà etrusca e Volterra fanno parte».

«Un nuovo modo di coltivare il bene comune – ha continuato il primo cittadino – per un museo che oggi è più vivo che mai, cresce, si sviluppa, guarda al futuro. Tutto questo con lavori fatti in un momento durissimo come quello del Covid, in cui i dipendenti del comune non si sono mai fermati, per catalogare tutti i reperti in vista delle nuova veste».

La fine di un periodo, durato decenni, fatto di piccoli ritocchi e interventi a rincorrere le urgenze del momento. «Stavolta siamo di fronte a un progetto organico», ha detto il direttore dei lavori Davide Bianchi. L’opera ha visto quindi il restauro architettonico, il risanamento conservativo, l’abbattimento delle barriere architettoniche, l’adeguamento impiantistico sul fronte elettrico, idraulico, antincendio, il recupero delle numerose lapidi, degli intonaci un po’ ovunque, ma anche l’illuminazione e gli allestimenti, che mano a mano che si sale di piano in piano danno davvero prova di una piccola rivoluzione stilistica, che ha il suo apice ovviamente negli ultimi due piani, col penultimo livello “affacciato”. E, soprattutto, con l’altana, la “piccionaia” in cui le opere etrusche si mescolano con la luce del panorama mozzafiato di tutta Volterra. Il tutto corredato da alcuni spostamenti rispetto al passato, per una gestione più funzionale degli spazi, ma anche di angoli del tutto nuovi, dedicati a reperti paleolitici oltre alle scoperte più “scottanti” degli ultimi anni, in primis il nuovo anfiteatro.

«Un museo, adesso, davvero dedicato alla collettività», come ha sottolineato il Soprintendente di Pisa Valerio Tesi, ricordando che «il Guarnacci è nato proprio in maniera peculiare come qualcosa “per tutti” ed è stato fra i primi musei aperti al pubblico nel XVIII secolo, come lo volle il suo fondatore e omonimo che diceva “a pubblico ornamento della città”».

Uno spazio profondamente legato alla città al punto da “salvarsi”, in qualche modo, dal progressivo trasferimento di tante opere sparse per il territorio nelle città, man mano che negli ultimi due secoli nascevano i grandi musei fiorentini, come sottolineato dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani: «Città, Volterra, che per la lungimiranza di due uomini di chiesa come il canonico Pietro Franceschini e lo stesso Guarnacci mantenne in casa sua il tesoro del suo territorio, i resti di quella che probabilmente fu la più importante delle dodici città stato etrusche. Rinnovare e amplificare tutto questo nel primo anno dell’istituzione di una manifestazione così importante come la Città toscana della cultura, grazie a una sinergia invidiabile fra tecnici, politici, enti e Regione Toscana, che qui ha investito oltre un milione di euro, è qualcosa di davvero importante, che guarda al futuro».


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web