Cuccioli abbandonati nella campagna di Volterra: il paese li salva e li mette al sicuro
Hanno 65 giorni, come ha confermato il veterinario che li ha visitati, curando le loro precarie condizioni di salute
VOLTERRA. Nove cuccioli di pastore maremmano abbandonati nella campagna di Villamagna, la frazione di Volterra molto vicina all’Alta Valdera. Due cucciolate distinte, ma unite da un destino crudele messo in pratica dalla solita mano dell’uomo che non si cura di questi esserini indifesi, salvati di fatto dai residenti del paese che, vedendoli in giro, hanno dato loro da mangiare avvisando poi l’associazione Gavol che si è mossa per mettere i piccoli animali in salvo.
Ora si trovano al canile privato di Orciatico, nel comune di Lajatico, con cui il Comune di Volterra ha la convenzione per la gestione di casi del genere. Hanno 65 giorni, come ha confermato il veterinario che li ha visitati, curando le loro precarie condizioni di salute. «Erano pieni di zecche – dice Lucia Capacchione, volontaria dell’associazione Gavol – e di pulci. Sono serviti giorni per rimetterli in sesto. E non è stato facile neppure recuperarli, perché le segnalazioni ci sono arrivate a più riprese». L’ultima nella serata di pochi giorni fa.
«Purtroppo – riprende la volontaria di Gavol – non è la prima volta che a Villamagna accadono cose simili. Vengono abbandonati in un campo da persone senza scrupoli, col rischio che possano morire. Meno male che, questa volta, si sono avvicinati alle abitazioni dei residenti e questo ci ha consentito di intervenire e metterli in salvo».
Le immagini fatte circolare dall’associazione parlano da sole. Il classico musetto dei pastori maremmani, pelo bianco morbidissimo (ovviamente dopo le cure a cui sono stati sottoposti dal veterinario) e quell’espressione tra lo spaesato e il dolcissimo che non può fare altro che far innamorare chi ama questo genere di animali.
Impensabile commettere un crimine simile. Ed è anche molto difficile poter risalire agli autori di un gesto che appare davvero inaudito. Mentre sarebbe molto più semplice rivolgersi ad associazioni come Gavol o ai canili della zona per favorire l’adozione, piuttosto che abbandonare i cani in un campo senza domandarsi se vivranno o moriranno.
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