Gioco
In 500 alla cena per celebrare il quinto Palio di San Pierino
Grande festa della contrada arancioblù per la vittoria del 22 maggio
FUCECCHIO. Cos’hanno a che fare David Beckham, Ryan Giggs e Paul Scholes col Palio di Fucecchio e la contrada San Pierino? Apparentemente niente. Però la vittoria dell’ultima edizione del Palio fucecchiese è figlia della “classe ’92”, perché sia il capitano Raffaele Arnone che il presidente Iacopo Taddei sono nati nel 1992. E la classe ’92 è anche quella dei quei giovani terribili del Manchester United che proprio in quell’anno iniziarono a emergere in prima squadra e a fare la storia del Teatro dei Sogni, l’Old Trafford. Sabato sera la contrada arancioblù si è concessa il doveroso giubilo per la vittoria del 22 maggio, la quinta del Popolo d’Oltrarno grazie all’exploit di Dino Pes e Zia Zelinda. Che sono stati altri due protagonisti della cena della vittoria in piazza Cervi con 500 persone.
Dino Pes detto “Velluto” ha fatto il suo ingresso per penultimo, acclamato come non mai. Per Zia Zelinda – cavalla di proprietà di Luca Anselmi e allenata proprio da Pes – le lunghe tavolate si sono acquietate, rispettando un rigoroso silenzio nei confronti di un animale dal carattere non esattamente docile. Zia Zelinda che ha assistito alla cena in un box accanto al palco, dove si è prestata per tantissime foto. Particolare simpatico: a lato dell’area tavoli, la contrada aveva realizzato una parete provvisoria per una specie di mostra di tutti i meme e i fotomontaggi più divertenti che hanno seguito la vittoria arancioblù.
Un trionfo “dei ragazzi”, di quella generazione che ha iniziato a sentire odore di Palio nei primi anni Duemila e che adesso ha preso in mano le redini, è proprio il caso di dirlo, della contrada. I due esempi più lampanti della bontà della linea verde sono proprio capitano e presidente: entrambi nati nel 1992 e cresciuti insieme in contrada, adesso ricoprono i ruoli apicali di un sodalizio ancora ebbro di gioia, contornati da un consiglio e da un direttivo fatto da tantissimi giovani e da alcuni “veterani” insostituibili.
Quando il cencio è entrato – portato dall’uomo più fortunato del Palio di Fucecchio, quel Daniele Cristiano che come fortunello ha portato cinque vittorie a San Pierino – la piazza ha intonato il coro «C’è più cenci che muri», perché i drappelloni sono cinque e le pareti in contrada quattro, a sottolineare l’abbondanza di vittorie del Popolo d’Oltrarno. C’è stato spazio anche per il sociale: le altri undici contrade hanno messo 50 euro a testa, a cui San Pierino ne ha aggiunti 450; così mille euro in totale sono stati donati in beneficenza agli Ortolani Coraggiosi di San Pierino. «Voglio – ha detto il presidente dal palco – che tutti si sia consapevoli di cosa abbiamo fatto e della coesione che ci lega. Se siamo qui è merito di gente che ci tiene e ha voglia di fare». Dopo il presidente, l’amico capitano: «San Pierino ha vinto perché ha lottato per non soccombere nel periodo di Covid, perché è stata vicina a chi aveva bisogno e ha vinto contando solo sulle proprie forze. Siamo andati anche contro la sfortuna e questo trionfo ci ripaga».
Non poteva mancare il fantino, Dino Pes: «Quando sono arrivato in contrada mi avete accolto col sorriso e io ero felice di montare per voi. Grazie a tutti, mi avete fatto sentire a casa e questo mi ha dato la forza per superare ogni difficoltà».
Sicuramente questa classe ’92 continuerà a far parlare di sé.
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