Il Tirreno

Pontedera

Tensione alla Hydro, otto ore di sciopero in due giorni

Nilo Di Modica
Tensione alla Hydro, otto ore di sciopero  in due giorni

Azienda muta alle numerose richieste d’incontro chiesto dai sindacati: «Abbiamo urgenza di affrontare problematiche relative ai lavoratori»

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SANTA CROCE. «Abbiamo un’azienda del sistema consortile che ha deciso di rompere i rapporti sindacali? Farebbe comodo saperlo». È il quesito tagliente con il quale il segretario Filctem Cgil della provincia di Pisa, Loris Mainardi, inaugura di fatto le belligeranze attorno alla Hydro Spa, dopo che dai vertici dell’azienda, da settimane, hanno risposto con il silenzio alle numerose sollecitazioni dei sindacati per un incontro «su problematiche da affrontare in maniera urgente su varie tematiche dei lavoratori», si legge nella nota del sindacato.

Ad alzare gli scudi, oltre alla Cgil, c’è anche la Fecma Cisl: insieme le due sigle hanno indetto 8 ore di sciopero di cui 4 ore a fine turno mercoledì 20 luglio e altre 4 a fine turno mercoledì 27 luglio. Decisione arrivata alla fine di una riunione fra i lavoratori tenutasi nei giorni scorsi.

L’azienda rappresenta l’eredità dell’ex consorzio Sgs e da anni lavora nel settore degli idrolizzati proteici, prodotti tecnici e fertilizzanti per l’agricoltura. E che fa parte del sistema con cui il settore conciario che ruota attorno ad Associazione conciatori di Santa Croce e Consorzio Aquarno gestisce la depurazione.

Un’impresa che avrebbe all’attivo 44 dipendenti. Da tempo i sindacati, su sollecitazione dei lavoratori, starebbero cercando un incontro con i vertici dell’azienda per discutere di una serie di problematiche che, a detta delle sigle stesse, verrebbero da lontano. Una incomunicabilità che nelle settimane scorse aveva in realtà portato già a piccole forme di protesta, ignorate nuovamente dai vertici dell’azienda. Impresa che sarebbe comunque sana e non avrebbe in auge problematiche che mettano in dubbio il numero attuale degli addetti.

«Dopo questo pacchetto di scioperi – annunciano i sindacati – se le relazioni sindacali non avranno raggiunto uno stato di normalità, i lavoratori si riuniranno in assemblea per decidere nuove e più eclatanti forme di protesta».

Sullo sfondo delle vicende sindacali ci sarebbero invece questioni di più ampio respiro, che in qualche modo si intrecciano anche con le tante preoccupazioni che attanagliano gli equilibri interni del distretto, fra cui un’ipotesi di acquisizione da parte di gruppi veneti. Tassello questo che farebbe preoccupare non poco i vari attori che da sempre ruotano attorno al distretto e ai suoi vari organismi consortili, in una fase non certo facile dal punto di vista della congiuntura economica, ma soprattutto con la spada di Damocle sempre pendente degli effetti a cascata dell’inchiesta Keu. Su tutto, si staglia l’ombra delle bonifiche e di chi pagherà il conto dopo gli eventuali rinvii a giudizio delle persone coinvolte. l


 

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