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Volterra, ripartono gli scavi all’anfiteatro romano. Piano da 4,5 milioni

Andreas Quirici

	L'anfiteatro scoperto a Volterra 
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L'anfiteatro scoperto a Volterra 

“È facile immaginare che, una volta ripreso lo scavo vero e proprio – spiega la direttrice scientifica dei lavori e funzionaria della Soprintendenza guidata dal soprintendente Valerio Tesi – e potendo contare su condizioni meteorologiche benevole, si possa lavorare anche nel periodo invernale”

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VOLTERRA. A metà luglio 2022 si riaprono i lavori allo scavo dell’anfiteatro romano scoperto nel 2015 nella zona di Porta Diana a Volterra. Ma, attenzione. Non sarà la ripresa vera e propria delle attività per far riemergere il ritrovamento archeologico. Si tratterà di un intervento di manutenzione in cui si provvederà a rimuovere grossi cumuli di terra da una collinetta creata nel tempo a protezione del botro che si trova nelle immediate vicinanze del maxi-reperto. E si sperimenteranno tecniche di restauro. Un’operazione che andrà avanti per tutti i mesi estivi in attesa dell’autunno, momento in cui saranno affidati gli appalti dello scavo vero e proprio, con un super budget da 4,5 milioni. E, a quel punto, sarà dell’affidamento definitivo.

Le risorse economiche, del resto, sono davvero ingenti e occorrerà pianificare nel lungo periodo un’attività che punta alla valorizzazione dell’anfiteatro in pochi anni. Il fatto di affidare i lavori in via definitiva e non anno per anno come avvenuto finora – anche perché i budget a disposizione erano decisamente inferiori a quello attuale – presuppone che il cantiere vada in una direzione di continuità. «È facile immaginare che, una volta ripreso lo scavo vero e proprio – spiega la direttrice scientifica dei lavori e funzionaria della Soprintendenza guidata dal soprintendente Valerio Tesi – e potendo contare su condizioni meteorologiche benevole, si possa lavorare anche nel periodo invernale. Su questo dobbiamo ancora effettuare le valutazioni. Ma una cosa è certa, con questi affidamenti pianifichiamo le attività con l’obiettivo di arrivare alla fine dello scavo archeologico».

Le gare per assegnare le opere alle aziende specializzate nelle varie lavorazioni necessarie a portare avanti le operazioni a Porta Diana sono appena state ultimate. Ora ci dovrà essere la pubblicazione e le offerte da parte delle ditte con la scelta finale per determinare le aziende vincitrici degli appalti. Un meccanismo non facile, su cui la Soprintendenza di Valerio Tesi lavora da molti mesi, impiegando notevoli risorse. Ma d’altra parte, l’anfiteatro romano di Volterra è uno di quei gioielli che si trovano raramente. E che vanno considerati un patrimonio inestimabile, non solo per la città in cui vengono ritrovati. Una struttura come quella scoperta nella periferia della città etrusca rappresenta un volano culturale ed economico per tutta la provincia, probabilmente per l’intera Toscana.

Ed è per questo che tra Ministero, Regione, Comune, Fondazione Cassa di risparmio di Volterra e varie realtà private è stato possibile mettere insieme ingenti risorse economiche per riportare alla luce uno degli esempi più belli di ciò che era Volterra nei secoli scorsi. 

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