Il Tirreno

Pontedera

Ex Macelli all’asta dopo anni di progetti andati in fumo

Andreas Quirici
Una foto del 2010 dell’area degli  ex Macelli nella zona di Ponte alla Navetta
◗
Una foto del 2010 dell’area degli ex Macelli nella zona di Ponte alla Navetta

Nel 2015 valevano un milione, oggi 333mila euro

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Per anni è stato il luogo dove il nome diceva tutto ciò che accadeva in quell’area. I macelli poi sono diventati un posto per senzatetto e sbandati mentre il Comune di Pontedera cercava di venderli all’asta e bloccare la destinazione a uno sviluppo turistico e commerciale. Nel 2007 sono stati acquistati da Cotrep che aveva intenzione di guidare una trasformazione netta in quella zona vicina al Ponte alla Navetta a suon di ruspe e operai per creare un nuovo quartiere. Ma il fallimento della cooperativa del settore edilizio ha fatto fermare il progetto lasciando nel limbo la palazzina con il terreno con oltre 9.500 metri quadrati intorno. E dopo cinque tentativi è in corso il sesto per trovare un acquirente che abbia le risorse da investire.

In effetti il prezzo attuale sembrerebbe interessante. Ai tempi in cui Palazzo Stefanelli ne era il proprietario l’asta era fissata a 1,8 milioni. Non c’è traccia del valore a cui ha acquistato Cotrep. Ma di sicuro, il primo tentativo del tribunale risalente all’ottobre 2015 partiva dal prezzo di un milione di euro. Due mesi dopo, visto che l’asta era andata deserta, ci fu un secondo tentativo a 790mila euro. Poi nel 2017 a 620mila euro e l’anno successivo a quasi mezzo milione (496mila euro, per l’esattezza). Infine l’ultimo prima di quello la cui scadenza è fissata per il 13 luglio: nel 2018 si era scesi a 396mila e 800 euro, mentre ora si vende alla base d’asta di 332.122 euro.

Una perdita di valore che la dice lunga sull’appetibilità di questo pezzo di terra in una zona decentrata rispetto al cuore di Pontedera. Ma che nel 2010 Cotrep, acronimo per Costruttori operatori trasportatori edili pisani, avviava i lavori agli ex Macelli per la realizzazione di sessanta appartamenti da far sorgere al posto di quattro fabbricati, compresa la casa del custode, risalenti agli anni Cinquanta. Già allora si parlava di biorchitettura, di attenzione ai consumi energetici e di utilizzo delle più innovative e sofisticate tecnologie – per l’epoca – per la realizzazione di sette edifici. Condomini che avrebbero occupato una superficie di 15mila metri quadrati alzandosi per tre piani oltre a uno interrato. Sarebbe stato un piano all’avanguardia per quegli anni, con tanto verde intorno e un parcheggio per 40 posti auto. Un progetto su cui aveva lavorato l’amministrazione guidata dall’allora sindaco Paolo Marconcini e presentata al pubblico dal suo successore, Simone Millozzi.

Ma le varie crisi del settore edile hanno fatto naufragare tutto, portando gli ex Macelli a una situazione di stallo vero e proprio fino a quest’ultimo tentativo di vendita all’asta per un valore diminuito di tantissimo rispetto a sette anni fa, quando il tribunale ha cominciato a mettere sul mercato l’area dopo il fallimento di Cotrep. l


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Prato, il questore chiude una discoteca per 30 giorni dopo una lite (con ferito)

di Redazione Prato