Il Tirreno

Pontedera

Un’aula della scuola per ricordare la maestra morta quatto anni fa

Paola Silvi
La maestra Mariapia Cassettari morta 4 anni fa per malattia
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La maestra Mariapia Cassettari morta 4 anni fa per malattia

Martedì 21 giugno la cerimonia d’intitolazione alla Dante di Pontedera in memoria di Mariapia Cassettari

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PONTEDERA. Un’aula nel segno della memoria. E del seme del sapere destinato a germogliare regalato a chi saprà coltivarlo con passione. La stessa che metteva la maestra Maria (che tutti chiamavano Mariapia) Cassettari in ogni suo giorno di scuola. A lei, martedì 21 giugno alle 12, sarà dedicata una classe della Dante Alighieri di Pontedera, con tanto di targa. «Mariapia – si legge nella circolare che annuncia la cerimonia – è stata un esempio di reale impegno, un’educatrice seria, attenta e appassionata, perciò vorremmo che rimanesse un segno tangibile della sua presenza all’interno dell’istituto nel quale ha prestato a lungo e con professionalità il suo servizio».

La docente se n’è andata quattro anni fa e per tutti coloro che l’avevano conosciuta e incontrata è stata una perdita difficile da superare. «Insegnava matematica e scienze. Quando la malattia l’ha colpita improvvisamente, sarebbe andata in pensione un anno dopo – ricordano le colleghe della Dante –. Era bello collaborare con lei. Sempre garbata, modesta, elegante, ai bimbi trasmetteva l’importanza della cultura e la voglia di stare insieme, di accompagnarli nella crescita». La sua capacità, che solo i veri insegnanti hanno, di tramandare le esperienze, con semplicità e naturalezza e, contemporaneamente diventare esempio di vita, è sempre stata apprezzata da tutti gli allievi a cui nel tempo ha insegnato.

«Mariapia – raccontano il marito Francesco Mattonai e i figli Francesca e Gianmarco – considerava il suo, molto più di un lavoro, lo viveva come una missione. Nessuno di noi ricorda, in decenni di attività, un solo giorno di assenza. Quante volte l’abbiamo vista andare in classe anche quando stava male. Anche consapevole della diagnosi, anche quando, per combattere la propria sofferenza, era costretta a fare lezione solo stando in piedi. Abbiamo ancora nel cuore la sua felicità, mentre, straziata dal cancro, si commuoveva nel vedere dal balcone di casa nostra il pulmino giallo dei suoi bambini che, in un giorno di gita, si era fermato per salutarla. Ricordiamo bene il suo entusiasmo quando si sentiva dire dai medici che a settembre avrebbe potuto fare ritorno tra i banchi della sua scuola. Così, appena finito l’ultimo ciclo di chemioterapia, la prima cosa che ci chiese fu di portarla davanti al cancello della Dante. Era uno degli ultimi giorni di giugno del 2018, ma né il caldo né il dolore fisico che sopportava erano tali da vincere la gioia che si rifletteva nei suoi occhi nel vedere quel cancello. Ci passammo più di un’ora e non espresse mai un lamento. Si è spenta nemmeno due settimane dopo».

Una donna, una mamma, che credeva fermamente in quello che faceva e non smetteva mai di essere un educatrice, nemmeno quando lasciava la cattedra. «Accogliamo con grande felicità – concludono dalla famiglia – la decisione di intitolarle un’aula di quell’edificio che lei tanto amava».

«È un’iniziativa lodevole – spiega l’assessore all’istruzione del Comune di Pontedera Francesco Mori – una testimonianza tangibile dell’affetto che la maestro ha donato negli anni. È evidente la volontà di mantenere viva la persona, la sua presenza reale, lo spirito di abnegazione e la tenacia che fino all’ultimo Mariapia ha dimostrato, nonostante le difficoltà. È bello che la “sua” Dante voglia ricordare questo legame speciale».

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