Sicurezza
Tra i barchini volano gli stracci.San Michele resta sulle barricate
Dopo il forfait all’edizione 2022, fallisce il tentativo di ricucire lo strappo
CASTELFRANCO. Altro che dialogo. È una rottura totale quella uscita lo scorso giovedì dall’incontro tra l’Associazione Palio e le contrade di Castelfranco, che nelle intenzioni avrebbe dovuto ricomporre lo strappo con San Michele dopo la clamorosa edizione a tre dello scorso 29 maggio.
Il faccia a faccia, andato in scena nella sede del Comitato alla presenza dei quattro presidenti delle contrade e dell’assessore Ilaria Duranti, ha sortito il solo effetto di radicalizzare ancora di più le posizioni, con San Michele ferma nella scelta di non partecipare più a nessun palio organizzato dall’associazione guidata dal presidente Paolo Nuti, principale bersaglio dell’insofferenza giallonera contro l’attuale assetto organizzativo.
«Ho iniziato rivolgendomi ai quattro presidenti – racconta lo stesso Nuti – per spiegare che quest’anno l’Associazione Palio non avrebbe chiesto più un mandato annuale ma pluriennale, alla luce delle nuove normative che hanno reso tutto più complicato. A quel punto il presidente della contrada San Michele Luca Petri ha preso la parola dicendo di voler arrivare subito al punto, ovvero dirci che non ha alcuna fiducia nei confronti della nostra associazione né nelle persone che la compongono. Andando avanti ha aggiunto che abbiamo dei conflitti di interessi, senza specificare quali, e che lui aveva già portato una lettera in Comune per spiegare come vorrebbe venisse organizzato il palio, senza però essersi consultato prima con le altre contrade».
Per tutta risposta, già nell’ultimo fine settimana, i presidenti di San Martino, San Bartolomeo e San Pietro hanno inviato all’Associazione Palio il mandato all’organizzazione delle prossime tre edizioni, mentre in questi giorni le tre contrade saranno di nuovo nella sede di corso Bertoncini per discutere eventuali modifiche al regolamento della corsa. Niente a che vedere con le aspettative di San Michele, che reclama per il futuro del Palio dei barchini una svolta radicale, nell’organizzazione ma soprattutto nei ruoli e nelle persone. «Noi non chiudiamo la porta in faccia a nessuno – aggiunge Nuti – ma se questi sono i presupposti diventa difficile avere un dialogo. Ricordo che per statuto le contrade hanno come fine la partecipazione al palio: non adempiendo a questo, non so fino a che punto queste persone possano continuare a gestire una contrada». L’obiettivo della dirigenza giallonera, invece, è convincere le altre contrade e i castelfranchesi della necessità di voltare pagina.
«La mia chiusura totale di giovedì – spiega il presidente Petri – è frutto anche dei toni offensivi che mi sono stati rivolti. Io esigo rispetto, anche perché rappresento un pensiero che non è solo il mio ma quello di un’intera contrada. Noi abbiamo avanzato un progetto che intendiamo condividere con le altre contrade e con i castelfranchesi organizzando un evento in un luogo neutro. L’incontro dell’altra sera non mi sembrava il contesto per illustrarlo, anche perché io ero solo e loro erano in 24. Siccome il mondo va avanti e le cose cambiano, secondo noi anche il palio di Castelfranco dovrebbe mettersi al passo coi tempi aprendo le porte dell’organizzazione ai più giovani. Se stiamo sempre con le solite persone faremo sempre le solite cose. E non è detto che la strada più facile sia anche quella più giusta. Come non è detto che se si è sempre fatto così bisogna continuare per forza». Un nodo difficile da sciogliere, perché la rivoluzione sognata da San Michele ha bisogno del sostegno delle altre contrade, mai come adesso schierate con l’Associazione Palio. Resta comunque un gioco pericoloso, per la credibilità e per la sopravvivenza del palio stesso. «Sicuramente nei prossimi giorni proverò a parlare con la dirigenza di San Michele – dice il sindaco di Castelfranco Gabriele Toti – dopo essermi già confrontato con l’Associazione Palio. È necessario che le parti si parlino, nell’interesse della comunità, specie adesso che abbiamo un intero anno prima della prossima edizione. L’obiettivo di tutti deve essere quello di avere una manifestazione che sia sempre migliore e più partecipata». l
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