Gioco
Casa del Fascio in vendita per 270mila euro: il bando
Entro fine mese potrebbe chiudersi il capitolo annoso e non proprio brillante dell’ex Casa del Fascio di Lugnano
LUGNANO. Entro fine mese potrebbe chiudersi il capitolo annoso e non proprio brillante dell’ex Casa del Fascio di Lugnano. Uno dei capitoli di una storia la cui fine ancora difficile da immaginare. Ma se arrivassero le offerte e almeno una di esse risultasse valida, entro il 27 giugno l’edificio su tre piani nella frazione cascinese potrebbe avere un nuova proprietario e da qui sperare in un futuro utilizzo che mandi in archivio anni di abbandono.
Il termine per partecipare al bando con il quale il Comune di Vicopisano mette in vendita l’ex Casa del Fascio di Lugnano scade il prossimo 24 giugno. Già fissata per il lunedì successivo, il 27, la seduta per l’apertura delle buste con l’offerta d’acquisto. La base d’asta dalla quale si parte per l’immobile è di 271. 800 euro. Ma la cifra per rendere l’immobile utilizzabile, con un adeguato recupero, sfiora il milione.
L’immobile, che è vincolato, «si sviluppa su tre piani fuori terra (terra, primo e secondo) – si legge nella relazione che accompagna il bando – oltre una piccola altana posta a quota del piano della copertura ed una piccola appendice posta al solo piano terra sul lato nord, ed è corredato da un resede ad uso esclusivo posto su due lati (sud ed ovest) e da un’area urbana posta a nord; il quarto lato, quello est, è in adiacenza alla via di Villa. È composto complessivamente da otto unità immobiliari».
Per l’edificio nel tempo sono state ipotizzate diverse soluzioni e valorizzazioni. Tutte evidentemente non andate a buon fine dato che, da venti anni a questa parte, da quando cioè l’edificio è diventato di proprietà comunale, ben poco si è concretizzato. È stato, infatti, nel 2000 che l’allora amministrazione comunale di Vicopisano trovò l’accordo con l’Agenzia del Demanio per entrare in possesso dell’edificio allo scopo di utilizzarlo anche come risposta alle esigenze di servizi ed edilizia sociale del territorio. Già all’epoca aveva bisogno di importanti interventi di ristrutturazione oltre che di adeguamento alle nuove finalità che l’ente pubblico si era prefissato. Così venne messo in piedi un percorso di project financing: il piano terra sarebbe stato recuperato e concesso al Comune per attività in ambito sociale rivolte alla cittadinanza. E al primo e secondo piano sarebbero state ricavate unità abitative da dare in affitto a prezzi calmierati. Ma la società vincitrice del bando per il project financing rinunciò, sottoscrivendo una intesa con il Comune per evitare battaglie legali nel 2014, al progetto. E da allora l’immobile è in completa decadenza tanto da aver avuto la necessità di interventi da parte dei vigili del fuoco.
Siamo a oggi e a al medesimo orizzonte: un bene pubblico di cui il Comune non sa più che farsi per il quale si cerca un acquirente che possa mettere a frutto quei 550 metri quadrati di appartamenti e fondi esistenti e, stando alla relazione tecnica allegata al bando, incrementabili e quindi succettibili di ulteriore valorizzazione. Sempre che alla base d’asta l’acquirente aggiunga il necessario per far fronte al «pessimo stato di manutenzione e conservazione» si legge nella relazione tecnica, dell’immobile che richiede «un intervento completo di restauro scientifico e/o ristrutturazione» per un valore stimato di poco meno di un milione di euro. l
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