Il Tirreno

Pontedera

Bientina, Carmassi raddoppia. Guidi fallisce il ribaltone

Nilo Di Modica
Bientina, Carmassi raddoppia. Guidi fallisce il ribaltone

Dopo una campagna elettorale al veleno la città sceglie il centrosinistra. Sindaco uscente batte il predecessore: «Le critiche non sfondano, i progetti sì»

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BIENTINA. «Voglio abbracciare i miei rappresentanti di lista. Dove sono?». A scrutinio ancora in corso nella scuola del capoluogo, un Dario Carmassi (centrosinistra) per la prima volta un po’ più tranquillo pensa saluta i buoni pronostici insieme ai militanti storici, quelli che stanno in tutte le sezioni e lo aggiornano su tutto quello che le urne stanno dicendo. A poco più di un’ora dall’inizio dello spoglio manca solo l’ufficialità, ma la vittoria è certa: è lui, per la seconda volta, il sindaco di Bientina. Una vittoria talmente netta - finita 61,59% (2.226 voti) a 34,26% (1.238 voti), col terzo candidato Alessandro Manfrin al 4,15% (150 voti), fuori dal consiglio – che lo sfidante ed ex sindaco Corrado Guidi lo chiama al telefono quando ancora si sanno i risultati definitivi di appena due seggi su sei. «Ha vinto il nostro progetto complessivo, la nostra idea di comune – dichiara fra cori, applausi e le congratulazioni –. Non ha sfondato una critica al mio operato e alla mia presunta assenza fra i cittadini, soprattutto dei mesi del Covid, che non corrisponde a realtà. Dimostrazione che contano i contenuti, i progetti, le cose che abbiamo raccontato in queste settimane sulla Bientina che vogliamo e ora continueremo a realizzare».

Per tutti è la fine di uno scontro che aveva davvero lacerato la comunità. Una competizione durissima fin dalle prime battute, da quando i bientinesi cominciarono a percepire le prime voci su una spaccatura assai originale all’interno di quello che negli ultimi lustri era stata una granitica maggioranza, capace di raccogliere percentuali “bulgare”. Le voci, inizialmente orientate a raccontare una lotta interna ai democratici, con una fronda orientata a scalzare Carmassi a vantaggio dell’ex sindaco (dal 2007 al 2017) Guidi o della moglie e ormai ex vicesindaca Barbara Frosini, alla fine avevano via via restituito i contorni della spaccatura netta fra due fronti. Rottura che adesso si consumerà in consiglio, con Guidi relegato fra i banchi dell’opposizione.

Sono in molti, oggi, a leggere il risultato come il fallimento di una strategia che nel centrosinistra imputavano alla destra: appoggiare esternamente candidati “forti” con esperienze di governo alle spalle, ex amministratori, tentando di spaccare il fronte avversario con una veste “civica”. Qualcosa che, dopo i casi di Calcinaia del 2019 (con l’ex sindaco Valter Picchi sonoramente bocciato dalle urne) ed oggi di Bientina, evidentemente non convince l’elettorato. Ad esultare col neoeletto sindaco in piazza anche vari di governo dei comuni vicini e alcuni esponenti del Pd fra cui Alessandra Nardini. «Hanno vinto la coerenza, la buona politica e competenza di chi sa amministrare – dice l’assessora regionale Pd – Ha perso il trasformismo cinico di chi cambia casacca, insieme alla destra che ha provato ad approfittarne». l


 

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