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Eugenio Giani lancia San Miniato come capitale italiana della cultura: «La città si candidi per il 2026»

La Notte Nera ha registrato un grande successo di pubblico
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La Notte Nera ha registrato un grande successo di pubblico

All’interno dell’evento della Notte Nera a San Miniato (che ha registrato un grande successo di pubblico) c’è stato spazio anche per una proposta che – se si tramutasse in realtà – potrebbe cambiare nel giro di quattro anni il destino della Città della Rocca e del tartufo bianco pregiato

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SAN MINIATO. All’interno dell’evento della Notte Nera a San Miniato (che ha registrato un grande successo di pubblico) c’è stato spazio anche per una proposta che – se si tramutasse in realtà – potrebbe cambiare nel giro di quattro anni il destino della Città della Rocca e del tartufo bianco pregiato. A farla è stato il presidente della Regione Eugenio Giani, presente sabato sera ai Loggiati di San Domenico per il taglio del nastro insieme alle autorità e agli organizzatori. Giani – rivolgendosi al sindaco Simone Giglioli – lo ha di fatto invitato a preparare la documentazione per candidare San Miniato quale capitale italiana della cultura 2026. Giglioli – sorridendo – ha risposto: «Sì, ma se lo facciamo è per vincere».

L’ultima città toscana a godere di questo titolo è stata Pistoia, nel 2017; poi ci ha provato Volterra per il 2022, è stata battuta da Procida ma è comunque stata nominata per l’anno in corso “prima città toscana della cultura”.

Lo scorso anno la vicinissima Vinci si era candidata, ma la candidatura – per la delusione della città che ha dato i natali al Genio – non era rientrata nel novero delle dieci finaliste (a vincere poi è stata Pesaro, che sarà la capitale italiana della cultura 2024). Nel frattempo, proprio pochi giorni fa, la Valdera ha formalizzato la sua candidatura per il 2025.

La capitale italiana della cultura è una città designata ogni anno dal Ministero della cultura e scelta da una commissione di sette esperti nominata dallo stesso ministero che, per il periodo di un anno, ha la possibilità di mettere in mostra la sua vita e il suo sviluppo culturale. Il progetto della capitale italiana della cultura è nato nel 2014 da una idea di Dario Franceschini, ministro dei Beni culturali e del turismo. L’iniziativa ha, tra gli obiettivi, quello di “valorizzare i beni culturali e paesaggistici” e di “migliorare i servizi rivolti ai turisti”. Quindi conquistare questo titolo consente di avere una vetrina ulteriore per la durata di un anno a livello nazionale. Senza contare che la città vincitrice ottiene anche un discreto gruzzoletto per “farsi bella”, cioè un milione di euro.

Ma la procedura è complessa e articolata, anche perché sono tante le città che ogni anno provano a portare a casa questo risultato.

Giani, inoltre, pochi secondi dopo ha fatto gli auguri alla Città di San Miniato, che quest’anno festeggia 400 anni così come la diocesi oggi guidata dal vescovo Andrea Migliavacca.

E il presidente della Regione (che a San Miniato ha vissuto i primi anni dell’infanzia) ha ribadito che – proprio a questo scopo – le casse regionali forniranno risorse (attraverso una variazione di bilancio già approvata nelle scorse settimane) per contribuire al restauro dell’oratorio dei santi Sebastiano e San Rocco in piazza Bonaparte. Nello specifico si tratta di 400mila euro, che porteranno all’operazione di restauro di questo complesso religioso. l

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di Redazione web