Sicurezza
Quaranta anni di pronto soccorso. «Il momento peggiore? Il Covid»
Va in pensione la dottoressa Laura Spisni. Per lei una festa con amici, colleghi e istituzioni
PONTEDERA. Un abbraccio speciale, fatto di brindisi, selfie e sorrisi. Tutto per la dottoressa Laura Spisni, uno dei medici di riferimento dell’ospedale Lotti di Pontedera. Anche perché lei dal 1980 lavora al pronto soccorso del Lotti, primo punto di accesso del presidio ospedaliero. Ed è un saluto speciale quello che la professionista ha ricevuto dai colleghi con molti dei quali, strada facendo, è nata spesso anche un’amicizia. Quarant’anni sono una vita, i ricordi da raccontare potrebbero essere un’infinità. In più di cento (dipendenti dell’Asl, primari, infermieri, oss e amministrativi) si sono presentati alla festa – organizzata nella suggestiva cornice dei Laghi Amalia – per il pensionamento della dottoressa dal cognome difficile da pronunciare: «non si sa quante volte lo hanno sbagliato», dice quasi divertita. Generazioni di pontederesi l’hanno incontrata andando all’ospedale diventato di riferimento non solo per la Valdera e Volterra ma anche per buona parte della provincia.
«Sono nata come medico di pronto soccorso. Il pensiero della routine non mi piaceva, ho affrontato tante sfide, cercando sempre di trovare le soluzioni». Nelle parole della dottoressa Laura Spisni c’è l’orgoglio di chi ha visto nascere il 118 in Valdera, al fianco del compianto dottor Franco Marconcini, e di chi per una vita si è occupato del pronto soccorso. Alla fine della super festa, brindisi, dolce e spettacolo con un mago speciale, il dottor Carmine Ribas, medico del pronto soccorso. Nei momenti più complicati c’è sempre chi prova a stemperare gli animi facendo una battuta – l’ironia è il sale della vita – chiedendogli di raddoppiare i posti con una delle sue magie. È tempo di bilanci per la dottoressa Spisni, dipendente dell’azienda sanitaria locale, prima Asl 5 e oggi Toscana Nord Ovest, da 42 anni e primaria del pronto soccorso dell’ospedale di Pontedera dal 2004, oltre che capo dipartimento dell’Emergenza quando ancora c’era l’Asl 5 di Pisa. Una delle prime donne a vedersi assegnare un ruolo dirigenziale. Una donna preparata e tenace. «Meglio non farla arrabbiare»: chissà quante volte avranno pensato i suoi collaboratori. Che l’altra sera le hanno dimostrato, organizzandole una festa (con dono scintillante) curata in ogni dettaglio, stima e riconoscenza.
«Il fatto di essere donna con un incarico impegnativo non mi ha mai spaventato – spiega – anche quando le donne erano in minoranza nelle professioni e soprattutto ai vertici aziendali». Il momento più brutto?
«La pandemia. Non ho dubbi su questo. Ci ha preso un po’ alla sprovvista, i momenti iniziali sono stati di confusione ma poi abbiamo saputo reagire al meglio. Abbiamo avuto molti medici positivi, ci sono stati molti momenti duri. I pazienti erano disorientati, c’è stata molta sofferenza». Il momento più bello? «Questa meravigliosa festa. Se con noi ci sono 104 persone significa che un segno l’ho lasciato. Con me sono cresciuti tanti giovani medici, sono soddisfatta, qualcosa ho seminato». Per il momento la direzione del pronto soccorso è stata affidata alla dottoressa Lucilla Furesi stretta collaboratrice dell’ex primaria. «Ringrazio tutti – aggiunge – a cominciare dalla mia famiglia, dai miei figli, ai colleghi e alla direzione aziendale. Con l’azienda abbiamo sempre cercato le soluzioni che ritenevamo più giuste per l’ospedale e i pazienti». Cosa farà ora che è in pensione? «Vedremo, intanto mi godo questo momento». Si sceglie di fare il dottore per sempre anche quando arriva il momento della pensione. Alla festa era presente anche il sindaco Matteo Franconi. «Ringrazierò pubblicamente la dottoressa Spisni in un incontro con il consiglio comunale che organizzerò in Comune nei prossimi giorni»
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