Toscana
I genitori di Chianni: «I nostri bimbi non sono numeri la scuola dell’infanzia non si tocca»
L'ansia per il futuro dell’asilo: ci sono pochi iscritti
Chianni Genitori dei bambini in età di scuola dell’infanzia preoccupati per la ventilata chiusura della scuola medesima. Genitori sul piede di guerra a Chianni. Genitori che si rivolgono, con una lettera a «chiunque possa aiutarci a impedire che l’asilo di Chianni chiuda». In primo luogo bussano alla porta, ma anche al cuore dell’amministrazione comunale, della dirigente dell’istituto comprensivo, del provveditore, della Regione, in particolare dell’assessora Nardini e del presidente Giani, fino ad arrivare al portone del ministero della Pubblica istruzione.
Dal municipio, lo stesso sindaco Giacomo Tarrini scatta in piedi, pronto a stare al fianco di quei genitori, dopo averli informati qualche settimana fa che il provveditore aveva deciso di non autorizzare la sezione della scuola dell’infanzia di Chianni, invitando a «operare una migliore redistribuzione dei bambini tra i plessi dell’istituto». Come dire che non c’era futuro.
E menomale – sbotta il sindaco Tarrini – si dice di valorizzare i piccoli centri, pensando alla candidatura della Valdera a Capitale italiana della cultura. Ma se non si tiene conto dei borghi, cosa ci si sogna di fare? Anzi, si butta via tutto il lavoro che abbiamo svolto nel tempo».
Picchiano duro anche i genitori quando nella lettera pongono alcune domande: «Migliore redistribuzione per chi? Stiamo parlando di chiudere l’asilo di un paese? Di mandare bambine e bambini in giro per altri comuni fuori dal posto in cui vivono? Cosa c’è di migliore in questo? E soprattutto il motivo dove sta? Nei numeri?».
E si danno le risposte: «Le bambine e i bambini di Chianni non sono numeri! L’asilo di Chianni non è una sezione in una cittadina. È la vita di un paese! Ecco perché questa decisione è a dir poco scellerata e priva di senso».
Numeri impietosi per la scuola dell’infanzia, dove qualcuno pensa, ha pensato, di mandare i propri figli a Lajatico. O magari dove ha un’occupazione. Così dei 18 bimbi attuali, il prossimo anno sarebbero sì e no la metà.
«Stiamo cercando di far rientrare almeno 4-5 ragazzi – dice il sindaco – e così facendo con 13-14 unità la scuola dell’infanzia si mantiene. Faremo altri incontri». l
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