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Droga per un milione di euro

Droga per un milione di euro

Arrestati in un blitz della polizia a Cagliari due albanesi residenti a Santa Croce, sono accusati di aver portato nell’isola otto chili tra cocaina, anfetamine e marijuana

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SANTA CROCE SULL'ARNO. I trasfertisti della droga sono partiti da Santa Croce sull’Arno per arrivare a Cagliari a casa di un connazionale. Qualche giorno di confidenza con la città e, soprattutto, con chi aveva iniziato a frequentare l’abitazione per rifornirsi di stupefacenti, e la vacanza sull’isola è finita in una cella.

Due albanesi residenti nel comprensorio del Cuoio, sono stati arrestati dagli agenti della squadra mobile sarda in un’operazione che ha portato al sequestro di quattro chili di anfetamine, due chili di cocaina e altrettanti di marijuana. Si tratta di Amarildo Meta, 34 anni, titolare di un’attività di elettrauto e di Armand Mansaku, 40 anni, operaio. Entrambi sono incensurati.

Secondo gli inquirenti avrebbero rifornito gli spacciatori del mercato cagliaritano, per un valore complessivo di oltre un milione di euro. Un terzo arrestato è un 42enne, Dimitri Tarantini, sempre albanese, che abita a Cagliari da anni. I due di Santa Croce sarebbero i corrieri che nei giorni scorsi avrebbero portato il carico di droga per poi piazzarlo ai pusher nelle zone della movida cagliaritana.

Le indagini condotte dalla squadra mobile sono partite a seguito di una segnalazione di uno strano movimento di persone in un condominio. I poliziotti si sono appostati in zona per giorni e hanno notato che in quel palazzo entravano spesso personaggi noti legati allo spaccio. Mercoledì mattina hanno visto l’albanese di 42 anni, noto proprio per i suoi precedenti per droga, entrare nell’edificio e subito sono apparsi i due connazionali. È scattato il blitz: in un armadio dell’appartamento i poliziotti hanno trovato uno zaino con dentro la droga.

Nella casa c’erano anche telefoni cellulari, biglietti d’areo, appunti con nomi e altro materiale definito interessante per lo sviluppo delle indagini.

Gli investigatori, diretti dal capo della squadra mobile, Fabrizio Mustaro adesso stanno lavorando per ricostruire la provenienza della droga, soprattutto l’anfetamina e la cocaina.

Gli inquirenti stanno ricostruendo i loro spostamenti e verificando quali erano i rapporti con il connazionale di 42 anni che viveva a Cagliari. Gli accertamenti riguardano biglietti e passaggi sulle navi degli ultimi giorni. L’albanese “cagliaritano” in passato era stato arrestato per spaccio ed espulso dal territorio italiano, ma è rientrato utilizzando false identità.

Verifiche anche sulla proprietà dell’appartamento usato come deposito per la droga: l’abitazione era intestata a un pensionato deceduto da annil

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