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Pontedera

«Devo finire ciò che ho avviato». Ma la politica non ha parentele

«Devo finire ciò che ho avviato». Ma la politica non ha parentele

Dario Carmassi, sindaco uscente, e il rapporto con l’ex Guidi che lo propose nella vita si divide tra municipio e azienda di marketing e comunicazione

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Partiamo dalla fine di tutto: ore 23.01 di domenica prossima. Come un film dalla narrazione forte. Chiedo a Dario Carmassi, primo cittadino uscente di Bientina quale è la prima cosa che farebbe nel caso in cui fosse confermato sindaco. «Proseguirei le cose che abbiamo lasciato in sospeso per la fine della legislatura, nel nostro impegnativo lavoro di cinque anni».

E la prima cosa nel caso in cui fosse nel ruolo di opposizione in consiglio comunale? «Pulirei il mio ufficio di sindaco per lasciarlo in ordine al successore».

Dario Carmassi, 43 anni, appoggiato dal Pd e dal resto del centrosinistra. Almeno così si dice. Arriva all’appuntamento di domenica 12 giugno con la fascia tricolore da cinque anni, subentrato a Corrado Guidi che cerca di contrastarlo con una lista civica. E dire che nella corsa precedente i due camminavano di comune accordo, come succede nel ciclismo quando c’è una volata: il pesce pilota tira lo sprint al velocista purosangue. Carmassi, cinque anni fa, prese il 75,6% dei voti, Guidi, alle elezioni del 2012 arrivò all’81,88%, ma veniva dalla carica di segretario comunale del Pd. Si è parlato di carica che passa di padre in figlio, almeno politicamente parlando: «Ma no. In politica non esistono parentele, neppure le più strette». Talmente vero, al punto che Carmassi si è scelto non soltanto come assessora al Sociale ma pure come vice, Barbara Frosini: è la moglie di Guidi.

Ora, Carmassi, gode di una esperienza amministrativa che potrebbe tornare a suo beneficio: ai cinque anni di sindaco bisogna sommare i 5 anni precedenti di capogruppo e ancor prima di consigliere comunale, «anche se mai ho fatto parte della giunta di allora».

«A capo della giunta – osserva Carmassi – sono stati anni di lavoro intenso, talvolta poco visibile. Semi riposti con cura nel terreno, aspettando la fase della fioritura: questo abbiamo fatto e questo intendiamo continuare a fare. Per offrire a Bientina e ai bientinesi decine di servizi, opportunità e luoghi pubblici - cioè di tutti - in cui sentirsi a casa. Una casa sempre più bella e accogliente».

A 43 anni, una figlia, Carmassi ci riprova, pur non mettendo da parte il suo “vero” lavoro: marketing e comunicazione in un’azienda cascinese, ma in precedenza aveva sperimentato anche il lavoro in proprio dopo aver con seguito il Master. «Sono un sindaco che non fa soltanto il sindaco, rileva con orgoglio».

Tutto lavoro e municipio? Spero di no… «A casa suono la chitarra, anzi le colleziono pure. Ne ho una quindicina. È una passione avuta dal padre, che fu medico».

E con il calcio, per esempio, come siamo messi? «Male, non sono un appassionato e non ho una squadra da tifare».

Mentre un’altra sua grande passione è il cinema. Fu anche programmatore della stagione cinematografica all’Arci di Pontedera. Chissà oggi gli fosse venuto in mente di inserire nella stagione “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola, riferendosi al vecchio rapporto Carmassi-Guidi (o viceversa) nella solita lista.

Nel programma di Uniti per Bientina c'è la riqualificazione completa della palestra comunale: «Abbiamo già investito sul progetto, 1.900.000 euro, ottenendo il parere positivo del Coni. Da poco è nel bando Pnrr. Ci abbiamo lavorato tanto, per tanto tempo. Perché riteniamo che lo sport sia fondamentale - tutti gli sport, non solo il calcio - per questo abbiamo un altro progetto in attesa di risposta dalla Regione proprio per gli impianti sportivi comunali di calcio. Lo sport è fondamentale, m va praticato in ambienti belli e moderni».

Eppure sono stati anni difficili, per la pandemia prima e per la guerra ora: due su tre se ne sono andati con ,l’emergenza: «Ma abbiamo saputo rimboccarci le maniche e non lasciare Bientina bloccata. E così abbiamo ben 3 milioni di interventi già approvati per opere di rigenerazione urbana. Non rimane altro che proseguire su questa strada».

Su un post sul suo profilo facebook, Dario Carmassi, ci scherza su. Eccolo: “Nell'elenco dei miei tanti difetti, non c'era il ritardo. Ma in effetti in questi anni sono un pochino peggiorato...”.

Tra le curiosità del programma c’è quella della pista ciclabile Lucca-Pontedera. «È una risorsa ambientale, ma anche turistica e di mobilità locale. Siamo già capofila tecnico. Abbiamo coordinato i sette Comuni (Lucca, Capannori, Buti, Vicopisano, Calcinaia, Pontedera) per la progettazione di fattibilità, già approvata. Il tratto bientinese è stato progettato con una deviazione dal tracciato originario della ferrovia Lucca-Pontedera: la pista ciclabile passerà dal centro, così da permettere un uso anche interno al paese – per andare da un punto all’altro di Bientina in sicurezza. Servirà anche per intercettare il flusso cicloturistico».

Perché Carmassi sa essere anche turista e ama viaggiare: «Sono rimasto entusiasta di un viaggio effettuato in Argentina. È davvero magica. Ma sono molti i luoghi di questo nostro mondo in cui ho lasciato il cuore», dice. l

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