Il Tirreno

Pontedera

«Minacciata di morte e violentata sul divano»

di Pietro Barghigiani
«Minacciata di morte e violentata sul divano»

Il racconto della donna nel processo a carico di un 45enne

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CASCINA. «Bussò alla porta e io lo feci entrare. Lo conoscevo di vista perché a volte lo incrociavo sul pullman, mai stati amici. Mi aggredì subito: “Voglio fare sesso, voglio te. Ti spezzo le ossa se dici di no. Se chiami l’ambulanza non fa in tempo ad arrivare che sei già morta”. Mi spaventai a morte e alla fine cedetti alle sue imposizioni».

È un racconto fluido quello della donna che nel maggio 2019 denunciò ai carabinieri di essere stata violentata a gennaio all’interno del suo centro massaggi a Cascina. «Non lo dissi subito perché volevo tenere fuori da questa storia la mia famiglia» è stata la premessa della parte offesa nel processo. È imputato per violenza sessuale e stalking un 45enne marocchino, detenuto, che ieri era in aula accanto al suo avvocato Federica Felici, davanti al terzo collegio del Tribunale (presidente Dani, a latere Messina e Zucconi). Nel rispondere alle domande del pm Giancarlo Dominijanni, la donna ha ricordato quei momenti con grande sofferenza emotiva. «Lo lasciai fare – ha proseguito la donna – . Seduta sul divano mi prese con la forza, un rapporto completo, senza profilattico. Mi vedeva come preda e anche dopo quell’episodio il suo atteggiamento, alla fermata dei bus, era violento e prepotente. Un giorno arrivò a sputarmi addosso solo perché gli avevo detto, alla presenza di una sua amica, che non lo avrei più voluto nel mio centro, che non si doveva più far vedere». Lo stalking contestato all’imputato riguarda una serie di comportamenti vessatori. Soprattutto a livello di minacce.

«Per lui non valevo niente – ha aggiunto – . Ero un oggetto. Così lui tratta le donne. Mi disse che alla fidanzata aveva spaccato la testa con una bottiglia (condannato a 8 mesi in primo grado, ndr). Un giorno arrivò a dirmi, incontrandomi in strada a Cascina: “Ti ammazzo e ti butto nella spazzatura”. Una persona davvero violenta. Temo che una volta uscito dal carcere venga a cercarmi a casa».l


 

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