Gioco
Silvio e la sua famiglia con 13 figli a 4 zoccoli «Ero rimasto solo, ora siamo una squadra»
A La Cartuja si va a cavallo e si scappa dallo stress con vista Certosa Durante il Covid il rischio chiusura, poi la rinascita con il duro lavoro
CALCI. Una famiglia con 13 figli a quattro zampe e 8 fratelli a due. La storia del centro ippico La Cartuja a Calci è quella di una rinascita, un piccolo mondo fatto di cura e dedizione nato tra un progetto di vita spezzato e il Covid.
«Due anni fa – racconta Silvio Colombini a cuore aperto – mi sono trovato da solo in una casa grande ma vuota, con tre cavalle ospitate in un oliveto a cui erano state portate via all'improvviso le compagne. Ero davanti a un bivio: accettare un lavoro all'estero o rimanere nel mio paese».
Silvio Colombini ha scelto: oggi è il titolare del centro ippico con vista Certosa in cui Melody, Zoe, Ambra e la piccola Clara sono in buonissima compagnia e in piena attività tra passeggiate, lezioni di equitazione, visitatori. Tutti i giorni, tutto l'anno è il motto del centro. «Non mi ero mai occupato direttamente dei cavalli ma ho dovuto imparare. Nel primo periodo, però, le cavalle non stavano bene. Il veterinario diceva che era una questione psicologica e che c'era bisogno di tempo. Mi sono messo ad aspettare e lavorare. Fino a quando non è arrivato lo sfratto da parte del proprietario dell'oliveto. Nel giro di poco ero rimasto solo, era arrivato il Covid e avrei dovuto anche lasciare il terreno».
La telefonata che cambia ancora una volta la vita di Silvio arriva in questo momento: una grande pensione per cavalli vicino casa, pronta per essere rilevata. La svolta. Silvio si mette all'opera, ricostruendo pezzo per pezzo, e un giorno conosce un ragazzo.
È un istruttore di equitazione, si chiama Giuseppe Pulice. «Solo dopo ho scoperto che era uno quotato davvero. Con lui e grazie a lui, abbiamo preso altre 'ragazze' - Stefaní, Villafranca e Perla - che sono dedicate alla sezione sportiva, lezioni in campo, salto ostacoli e dressage. Per mesi ci siamo divisi senza sosta lezioni, salti e passeggiate. E proprio quando la fatica ci stava scoraggiando, ecco un'altra telefonata: Laura Barsanti. Giovanissima ma molto esperta- La prendiamo subito ed insieme a lei arrivano altre ragazze: Luna, Laila, Nimia». La squadra si è poi allargata: Alex Lucchesi, l'uomo di scuderia, Giacomo Bulgarelli, psicologo e riabilitatore psichiatrico che segue progetti su autismo, stress e ansia, Davide Begliomini, guida ambientale escursionistica, Daniele Favilla, che si occupa di comunicazione e social. «Quando mi chiedono se vale la pena tutta questa fatica rispondo che sto solo ripagando il mio debito con Melody, Ambra e Zoe».
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