Il Tirreno

Pontedera

 

Scuola di Marti, riapertura prevista entro settembre del prossimo anno

Giacomo Pelfer
Un incontro tra il sindaco Giovanni Capecchi e i genitori dopo la chiusura della scuola di Marti
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Un incontro tra il sindaco Giovanni Capecchi e i genitori dopo la chiusura della scuola di Marti

Il progetto arriverà in consiglio comunale a fine maggio. Poi sarà programmata la presentazione ai genitori

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MONTOPOLI. Servirà un anno di tempo per mettere in sicurezza i solai della scuola primaria di Marti. Un anno per varare il progetto esecutivo, affidare i lavori e portare a termine il cantiere, con l’obiettivo di riaprire le porte della scuola per l’anno scolastico 2023-2024, quindi entro e non oltre settembre del prossimo anno. È quanto prevede il progetto che arriverà in discussione nel consiglio comunale di Montopoli entro la fine di maggio.

Un piano che, per la prima volta, detta tempi e modi dell’intervento, spegnendo da un lato un’aspettativa ampiamente superata, quella di poter rientrare a Marti già da questo settembre, ma dall’altro sgombrando il campo dal rischio che il trasferimento al Galilei di Montopoli si trasformi «da soluzione temporanea in strutturale», come affermato dai genitori in una nota di protesta di qualche settimana fa. «L’obiettivo è riportare gli alunni a Marti a settembre 2023», conferma l’assessore ai lavori pubblici Alessandro Varallo, annunciando l’arrivo del progetto nel prossimo consiglio, «prima di essere illustrato alla dirigenza scolastica e alle famiglie – dice l’assessore – attraverso incontri e assemblee pubbliche».

L’obiettivo del progetto è migliorare la tenuta antisismica dell’edificio, in particolare dei solai, dopo che le indagini eseguite la scorsa estate (e rese note all’amministrazione il 30 settembre) avevano messo in luce la pericolosità della struttura in caso di oscillazioni sismiche, costringendo ad un trasferimento in corsa nei locali del comprensivo Galilei di Montopoli, ricavando nuove aule negli spazi un tempo usati come mensa.

Da qui le proteste dei genitori, non solo degli alunni di Marti ma in generale di tutti i ragazzi del comprensivo di via San Sebastiano, che da allora sono costretti a consumare il pasto nelle rispettive aule. «Ci asterremo dal pagamento della mensa scolastica», avevano annunciato i genitori pochi giorni fa, reclamando «informazioni più esaustive e azioni di programmazione organiche e trasparenti».

Risposte che l’amministrazione fornirà con la presentazione del progetto. «La difficoltà in questa fase – dice l’assessore Varallo – è legata al continuo aumento del prezzo dei materiali che sta mettendo in difficoltà tutti gli appalti pubblici del nostro Paese». Alla fine, comunque, per riportare i ragazzi a Marti servirà un milione di euro o quasi, necessario per eseguire un primo lotti di lavori che al momento ammonta a 950mila euro. Di questi, 400mila saranno coperti da un contributo regionale, mentre il resto il Comune accenderà un mutuo con Cassa depositi e prestiti per affidare i lavori in tempi rapidi.

«L’intervento prevede l’installazione di tiranti e l’applicazione di apposite resine per irrigidire i solai – spiega Varallo – migliorando così la tenuta antisismica dell’edificio. Nel progetto è previsto poi un secondo lotto per la sistemazione della palestra e il rifacimento degli spogliatoi che potrà essere eseguito in un secondo tempo, senza pregiudicare la riapertura della scuola».

Proprio in questi giorni, intanto, l’amministrazione di Montopoli sta proseguendo l’indagine sul rischio sismico degli edifici scolastici con la primaria di Capanne, per la quale è stato da poco affidato l’incarico, esattamente come avvenne un anno fa per Marti.

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