Il Tirreno

Pontedera

Custodivano trattori rubati, due condanne

Pietro Barghigiani
Uno dei trattori rubati scoperti nel capannone dai carabinieri
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Uno dei trattori rubati scoperti nel capannone dai carabinieri

Accusa di ricettazione in concorso dopo la scoperta di mezzi e materiali prelevati di notte in alcune aziende

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PONSACCO. Un capannone preso in affitto per stoccare merce rubata. Un blitz dei carabinieri nel novembre 2020 non solo portò alla scoperta del luogo con trattori e apparecchiatura fatta sparire nelle aziende. Furono arrestati due romeni che ora sono stati condannati in abbreviato dal giudice Eugenia Mirani a 2 anni e 8 mesi per ricettazione in concorso.

Si tratta di Ciprian Tinc, 44 anni, domiciliato a Roma, difeso dagli avvocati Roberto Nocent e Francesco Virgone e Maria Raluca Hrihor, 23 anni, romena, domiciliata a Roma, assistita dai legali Alessandra Poma e Giosuè Bruno Naso.

Secondo l’accusa la refurtiva recuperata - circa 200mila euro - era destinata alla Romania. Tra via della Pieve e via Valdera P. i carabinieri scoprirono il fabbricato, all’apparenza in disuso, trasformato in magazzino di materiale rubato. Il proprietario, un italiano, disse di aver incassato 3mila euro per un affitto di tre mesi. Non era a conoscenza, così mise a verbale, di quello che succedeva all’interno, né dell’uso che i romeni facevano dell’immobile.

All’interno i militari trovarono un autocarro Renault; un escavatore Kato; una trinciatrice Cangini; un generatore di corrente rubato alla ditta “Ciaponi Marco Srl” di San Miniato del valore di 76mila euro; un pezzo d’opera elettrico transpallet Yale rubato alla ditta “Fratelli Di Piazza” di Montecarlo; due trattori di marca Kubota portati via alla Tarabori Srl di Montecarlo del valore di 75mila euro. Per gli inquirenti il sospetto che i due arrestati fossero al servizio di un’organizzazione più estesa è rimasto sempre sullo sfondo. I due imputati non hanno mai parlato. E il processo con rito abbreviato ha escluso approfondimenti in fase processuale.

Arresto dei responsabili - anche se un terzo complice riuscì a fuggire - e riconsegna dei mezzi ai derubati furono gli esiti di un’attività dei carabinieri del nucleo radiomobile andata avanti con appostamenti e controlli incrociati.

L’impressione degli inquirenti fu quella di avere messo gli occhi su una banda in grado di commercializzare un vasto parco mezzi, tra escavatori, trattori e altri mezzi d’opera, rubati in varie parti della Toscana. Furti che sono un vero e proprio incubo per imprenditori e agricoltori che difficilmente riescono a proteggere i mezzi, in particolare quando per ragioni di lavoro vengono parcheggiati nei cantieri stradali o nei campi o nei parcheggi delle aziende prese di mira.



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