Gioco
L’arte svetta su Santa Croce. Ecco l’opera di Mr. Fijodor sul pensile alto 30 metri
Svelato il murale sul deposito nell’ambito del progetto Rainbow. «Un’avventura straordinaria dipingere in queste condizioni»
“Acqua tra natura e tecnologia”: si potrebbe sintetizzare così il tema del murale realizzato da Fijodor Benzo, in arte Mr. Fijodor, sul deposito idrico “Santa Croce 2”, nel comune di Santa Croce. Un’opera visibile anche da centinaia di metri di distanza, che ridisegna il panorama a 360 gradi, lanciando un forte messaggio di sostenibilità ambientale. Sono terminati i lavori di ristrutturazione del pensile che avevano previsto l’uso delle impalcature intorno al serbatoio: il cantiere in via di smantellamento ha rivelato le immagini create sulla sommità della struttura, segnando una tappa significativa del progetto Rainbow di Acque (la seconda dopo quella nel comune di Montopoli) che mira a interpretare con opere murarie, firmate da artisti di fama internazionale nel campo dell’arte urbana, i propri serbatoi nel Basso Valdarno. L’obiettivo è mettere insieme territorio e cultura in un’ottica di sensibilizzazione ambientale e sostenibilità, migliorare anche in senso artistico le infrastrutture che segnano il paesaggio, e creare valore avvalendosi di forme espressive contemporanee. Il restyling del pensile “Santa Croce 2”, dopo i lavori di manutenzione straordinaria, è andato in scena a marzo.
Adesso l’opera – intitolata “Pipes, taps, mountains and water with some fish” – è stata svelata. Quando saranno terminate le ultime lavorazioni, si terrà l’inaugurazione, alla presenza dell’amministrazione comunale e delle classi della scuola primaria “Carducci”, protagoniste nelle settimane scorse di un percorso educativo che ha legato arte e sostenibilità, attraverso incontri con l’artista e la realizzazione di alcuni disegni ispirati alla risorsa idrica. «Rainbow si colloca in un’ottica di sostenibilità e ottimizzazione delle risorse – spiega Giuseppe Sardu, presidente di Acque – Mentre ristrutturiamo alcune torri piezometriche come quella di Santa Croce, sfruttiamo impalcature e cantieri per effettuare interventi artistici, allo scopo di contribuire alla rigenerazione urbana di infrastrutture fondamentali che però talvolta incombono sul territorio».
«È stata un’avventura – dichiara Mr. Fijodor – Trovarsi da soli, a 30 metri di altezza, a dipingere un’opera a 360° non capita tutti i giorni. È stata una vera scommessa dal punto di vista professionale, ma anche una esperienza umana, sia con gli operai che ogni giorno mi accompagnavano in cima al pensile, sia durante gli incontri con i bambini della scuola. Ho affrontato freddo e vento, ma sono anche stato scaldato dall’umanità che ho incontrato lungo il percorso».
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