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Pontedera

Keu, prelevati campioni di fango per le analisi

Il sopralluogo Arpat-Università
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Il sopralluogo Arpat-Università

Visitati gli impianti del Consorzio Aquarno per studiare gli effetti sull’ambiente. L’ateneo valuterà il materiale al centro dell’inchiesta della magistratura

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SANTA CROCE. È iniziata il 28 marzo scorso, con un sopralluogo congiunto di Arpat e Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa presso l’impianto di trattamento fanghi (ex Ecoespanso) del Consorzio Aquarno (che gestisce le concerie di Santa Croce, Castelfranco e Fucecchio), la prima fase dell’attività di ricerca prevista dall’accordo di collaborazione tecnico-scientifica tra i due enti presentato a febbraio scorso con la Regione.

L’accordo di collaborazione è incentrato sulla conoscenza scientifica della natura, delle caratteristiche e del comportamento del materiale Keu e il lavoro di ricerca, che si articolerà in diverse fasi da sviluppare nell’arco di un anno, prevede l’approfondimento e l’analisi sul comportamento dell’aggregato riciclato contente Keu nelle diverse matrici ambientali, in particolare per quanto riguarda i possibili effetti di rilascio di cromo alle acque sotterranee e suolo.

Come precisato da Luca Pandolfi – direttore del dipartimento di Scienze della Terra – in occasione della presentazione del progetto, la fase iniziale delle attività è dedicata alla «caratterizzazione del materiale Keu, ovvero alla conoscenza dello stesso e delle sue caratteristiche chimiche e fisiche mineralogiche utilizzando la strumentazione scientifica dell’università di Pisa ma anche di altri enti di ricerca».

È quindi nell’ambito di questo programma, condiviso tra università di Pisa e Arpat, che si è svolto il sopralluogo congiunto presso l’impianto per il trattamento termico e recupero dei fanghi conciari, rifiuti non pericolosi, (ex Ecoespanso) in arrivo dall'impianto di depurazione consortile di acque reflue industriali nel comune di Santa Croce sull’Arno.

Dai processi di depurazione delle acque vengono prodotte grandi quantità di “fanghi” di origine biologica (con elevato contenuto di sostanza organico) e chimico-fisica (terziaria, prevalenza di contenuto inorganico) che, attraverso i fangodotti, arrivano all’impianto gestito dal Consorzio Aquarno.

I fanghi in arrivo vengono disidratati in quattro centrifughe prima di passare alle altre fasi di trattamento che prevedono essiccazione, pirolisi e sinterizzazione. Il granulato sinterizzato Keu in uscita dal forno di sinterizzazione viene irrorato con acqua nebulizzata per favorire il raffreddamento e, tramite un elevatore a tazze, viene collocato in quattro silos da cui successivamente viene estratto ed umidificato con acqua nebulizzata per ridurre la polverosità ed infine stoccato in un capannone (ex Plastofill ) in attesa dell'invio alle destinazioni finali che avviene nell'arco di pochi giorni.

Da aprile 2021, data del sequestro dell’impianto Lerose, il Keu viene inviato ad aziende di recupero fuori Toscana, tra cui due cementifici. La produzione giornaliera di Keu ammonta a circa 30-35 tonnellate. Si tratta, infatti, di rifiuto speciale e non pericoloso, che se correttamente smaltito o inviato ad una forma di recupero corretto non presenta criticità, ma va distinto dall’aggregato riciclato contenente Keu, prodotto da Lerose, di cui dobbiamo approfondire la conoscenza.

Durante il sopralluogo di Arpat, Università di Pisa, insieme ad alcuni ricercatori del Cnr, l’impianto era regolarmente in marcia con le linee di essiccazione. I tecnici oordinati da Riccardo Petrini – responsabile campionamenti scientifico del progetto – hanno prelevato alcuni campioni di fango centrifugato di provenienza terziaria, biologico, fango essiccato, Keu in uscita dal forno, in uscita dai silos dopo bagnatura e stoccato nel capannone ex Plastofill.

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