Il Tirreno

Pontedera

La scelta del prof: "Rinuncio ai Mondiali, non lascio i miei ragazzi da soli all’esame"

Paolo Falconi
L’arrivo vittorioso di Emiliano Raspi (in completo azzurro) nei 100 metri agli Europei
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L’arrivo vittorioso di Emiliano Raspi (in completo azzurro) nei 100 metri agli Europei

L’insegnante di storia e filosofia a Volterra è impegnato nella commissione e salta i 100 metri Master in Finlandia 

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VOLTERRA. Ammoniva Nelson Mandela: “Possano le tue scelte riflettere le tue speranze, non le tue paure”. Emiliano Raspi professore al liceo scientifico Carducci di Volterra, la sua bella – impegnativa – scelta l’ha fatta. La scuola, gli impegni scolastici di prof l’ha anteposti a quelli dello sport che pratica con successi nella categoria Master. E ha rinunciato ai campionati mondiali in calendario a fine giugno.

«Una decisione sofferta, è vero, ma gli impegni con la commissione degli esami di maturità non mi permettevano la partecipazione ai mondiali, e quindi ho scelto. Non ho alcun rammarico, ma solo il senso del dovere. Così non parteciperò alla gara dei 100 metri, il 29 giugno, ai campionati del mondo Master di Tampere, seconda città della Finlandia».

Che dire del doppio oro nella categoria Amatori ai campionati italiani Csi lo scorso settembre a Grosseto: vittoria sui 200 metri, con di 24″84, poi sui 100 metri con un buon 11″97?

Come rintuzzava Napoleone Bonaparte: “Niente è più difficile, e quindi più prezioso, dell’abilità di saper prendere decisioni”.

Emiliano Raspi ha saputo scegliere. E lo ha comunicato ai colleghi docenti, ai suoi studenti, agli amici con un lungo messaggio sul suo profilo facebook in cui vuol subito chiarire, a scanso di equivoci che «né la dirigente scolastica, né il consiglio di classe e tanto meno i genitori degli alunni (alcuni dei quali ho la fortuna di conoscere da anni) si sono mai permessi di fare pressioni sul sottoscritto affinché rinunciassi a partecipare a un evento così importante, comprendendone tra l’altro l’assoluta rilevanza che ricopriva per me. Insomma, mi avrebbero lasciato andare».

È stato lui a sentire il dovere dell’insegnamento prima di tutto, pur consapevole che a 50 anni tali occasioni agonistiche si assottigliano. «Nel mio caso, avendo avuto nel corso del tempo qualche infortunio anche di rilevanza, ancora di più saranno rare».

Già ha dovuto dire no ai 400 ostacoli che in precedenza avevano rappresentato terreno di conquista nei Giochi europei. «Poi con tre ernie al disco ho dovuto smettere di gareggiare in quella disciplina. Ma tre e cinque anni fa mi hanno dato grandi soddisfazioni».

E ora questa decisione, per certi versi inattesa, professore Raspi: «Credo che il mio mestiere, almeno per come lo interpreto io, non sia soltanto un lavoro. Ai miei studenti chiedo molto, oltre che allo studio ovviamente, soprattutto dal punto di vista emotivo, nella cura del rispetto per il prossimo e nel coltivare un minimo di educazione, intesa nel senso più alto del termine. Inevitabilmente capita, così, che nel corso del triennio si instauri con gli alunni un rapporto di fiducia reciproco che, in tutta sincerità, non me la sono sentita di tradire».

«Investire nei sentimenti, come ho sempre fatto nella vita, mi ha portato a costruire un (mio) piccolo mondo immensamente ricco (altro che soldi!) e pieno di soddisfazioni. Ma so anche – ribadisce Emiliano Raspi – che l’edificazione di un luogo così bello, come tutte le cose su questa terra, a volte richiede di pagare un prezzo, anche salato. Non so se i ragazzi comprenderanno fino in fondo, anzi forse non succederà e non per scarsa gratitudine, ci mancherebbe, ma semplicemente perché per loro fortuna sono ancora dannatamente giovani. Non tutti gli insegnamenti però arrivano necessariamente subito all’osso, a volte c’è bisogno di tempo per metabolizzarli e comprenderne davvero il significato e sono certo che, un domani, capiranno che avendomi dato tanto non potevo lasciarli soli».

Ora c’è una speranza: quella di non mancare l’appuntamento con le finali della staffetta mondiale, visto che si correrà il 10 luglio, a esami di maturità al “Carducci” ormai alle spalle.

«Sarei contento di dare una mano a una squadra che va davvero forte». Perché ognuno ha un esame da sostenere: quelli degli studenti e gli altri del professore di storia e filosofia Raspi: come diceva Socrate, che se ne intendeva, «una vita senza esami non merita di essere vissuta».

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