Il Tirreno

Pontedera

Ex sindaco Pd ci riprova con la lista civica «Non si governa da dietro una scrivania»

Nilo Di Modica
Corrado Guidi, ieri mattina, giovedì, in piazza a Bientina durante la presentazione della sua candidatura a sindaco
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Corrado Guidi, ieri mattina, giovedì, in piazza a Bientina durante la presentazione della sua candidatura a sindaco

Corrado Guidi presenta “Bientina nel cuore” e attacca il dem Carmassi: «Il paese ha bisogno di una guida più presente»

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BIENTINA. «Come cittadino, se ho un problema o se ho una mia idea di comunità, non devo cercare gli amministratori, devo trovarli con semplicità, in piazza». Sono tante piccole stoccate insieme, impalpabili, quelle che ieri mattina Corrado Guidi ha tirato in direzione del municipio dall’altro lato della piazza, dove si è presentata ufficialmente la lista “Bientina nel Cuore”, che lo candida, ancora una volta, alla guida del Comune.

Un gran ritorno nell’agone elettorale in compagnia di tanti, per una lista ancora in via di costituzione ma dalle idee molto chiare di come la politica si dovrebbe approcciare al paese. «Siamo qui perché una parte della nostra comunità chiede una gestione differente del paese – dice l’ex sindaco, nuovamente candidato –. Una richiesta posta al sottoscritto da singoli cittadini e cittadine, da un comitato di oltre cento persone che in gran parte conosco da una vita, ma anche da portatori di interesse collettivo, da giovani e meno giovani».

Una lista civica nel vero senso della parola, quella delineata da Guidi, che a questo giro di elezioni e in un paese delle dimensioni di Bientina rischia davvero di essere una spina nel fianco del candidato uscente Dario Carmassi, candidato per il Partito Democratico. «Io non ricopro incarichi politici di nessun tipo in quel partito da anni – precisa immediatamente Guidi, che non nega però ci aver provato a mediare in un primo momento con i suoi vecchi compagni –. Abbiamo provato a cercare con chi governa oggi il Comune una terza via, ma non ha funzionato. Credo che i cittadini di Bientina sentano il bisogno di una guida del paese che sia più presente di come fatto in passato. Qualcuno che non li lasci in balìa del Covid come avvenuto in questi due anni: senza uno sportello o un servizio a contatto con la popolazione. La politica non si fa solo da dietro una scrivania, la si fa in piazza, fra le persone, ascoltando consigli, tastando i bisogni».

E a chi gli chiede “con chi starà la destra”, il candidato risponde: «Il Partito Democratico a Bientina, ormai, è fermo al 30%. Io, l’ultima volta che mi sono candidato ho preso l’82%. In un paese come il nostro è inevitabile che le persone, quando si deve scegliere un sindaco, non guardino alle collocazioni ma alle capacità, alla fiducia che ripongono in chi conoscono o vedono tutti i giorni fra loro». E si ha l’impressione che il vero scontro che i bientinesi dovranno dirimere alle urne sia anche fra due modi di fare politica, né giusti né sbagliati, ma appartenenti a generazioni politiche diverse. «Fare politica locale non significa eseguire solo misure governative o regionali – continua – piuttosto assumersi la responsabilità di progettare o non fare scelte dirette per il territorio: commercio, turismo, scuole, sociale, sanità, ambiente, digitalizzazione, infrastrutture, viabilità e soprattutto benessere. Il benessere di una comunità non si calcola solo dalle opere pubbliche, quando vengono fatte, o dai bilanci, ma da quanto si riesce a intercettare le emozioni delle persone, i loro sogni, i loro bisogni, anche quelli più quotidiani, soprattutto nei momenti di difficoltà, quando la gente si sente più fragile, più sola, e quindi chi amministra deve avere il dovere e la capacità di vederla, avendo Bientina nella testa dalla mattina alla sera. Anche per questo molti oggi sentono il bisogno di un maggiore impegno civico e di cittadinanza attiva. La politica è fare cose insieme, farle bene e farle con passione. Solo così la comunità crescere tutta insieme. Solo ciò che si ama evolve. Solo ciò di cui ci si prende cura progredisce».

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