Il Tirreno

Pontedera

Vertenza della Cassa, palla all’azienda per evitare lo sciopero

Andreas Quirici
L’angolo di piazza dei Priori che ospita la Cassa di risparmio di Volterra
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L’angolo di piazza dei Priori che ospita la Cassa di risparmio di Volterra

I sindacati hanno ricevuto un mandato ampio dai dipendenti Oggi il contatto coi vertici in attesa di una proposta accettabile

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VOLTERRA. Mandato ai sindacati affinché mettano in campo tutte le possibili azioni per tutelare diritti e dignità dei lavoratori. È la sintesi di quanto emerso dall’assemblea dei dipendenti della Cassa di risparmio di Volterra che si è svolta ieri al teatro Persio Flasso con circa 300 partecipanti. E che ora passa la palla all’azienda, chiamata a una proposta accettabile.

A guardarla con occhio distratto, l’assemblea non ha smosso granché. Ma il fatto è che i rappresentanti dei lavoratori hanno ricevuto un mandato ad ampio raggio che non esclude la mobilitazione. In soldoni, oggi i sindacati comunicheranno all’azienda quanto emerso dall’assemblea di ieri. La richiesta sarà quella di fare qualche passo in avanti rispetto a quelli che i sindacalisti ritengono non bastare per poter proseguire la trattativa. Se la risposta sarà positiva, si andrà avanti con il confronto. Altrimenti si andrà incontro a una nuova mobilitazione con la possibilità di fare sciopero.

Secondo quanto appreso, i vertici della Cassa di risparmio di Volterra hanno proposto un taglio al valore del contratto integrativo da 800mila euro. È questa la base da cui si parte per trattare. Non sembra che siano state offerte garanzie che, accettando questa riduzione di spesa, sarebbe stata scongiurata l’esternalizzazione di alcuni servizi compresi 50 dipendenti. In base alla ricostruzione, l’azienda avrebbe “concesso” solo un aumento di 50 centesimi per i buoni pasto per un valore di circa 45mila euro. Troppo poco rispetto all’ammontare dei tagli prospettati durante gli incontri tra sindacati e azienda.

Ecco uno dei motivi che hanno portato alla sospensione della trattativa e che ora non si sa se ripartirà. Le parti sono distanti e i segnali che arrivano da Volterra danno l’idea che non ci siano grossi margini per un cambio di rotta. A meno che l’azienda non faccia passi decisi verso quanto richiesto dai sindacati.

Nei prossimi giorni se ne saprà di più. Certo è che la tensione che si è creata in piazza dei Priori, sede storica della banca dove si affaccia anche il palazzo comunale, sta agitando molti a Volterra e non solo. Troppo importante il ruolo della Cassa di risparmio per la città, ma anche per tutto il territorio della Valdicecina. E la vertenza che si è aperta ormai da mesi non sembra in grado di dare sicurezza sul futuro.



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