Sicurezza
Rifiuti, il Pd dice no alla concentrazione d’impianti nel pisano, appello a Giani
Il segretario dei dem chiede strutture in tutti i territori. «Sbagliato lasciare le scelte al mercato e ai privati»
PONTEDERA. Il Pd pisano alza la voce e chiede al presidente della Regione, Eugenio Giani, di essere coinvolto nella discussione per la realizzazione di nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti. Una forte presa di posizione arrivata dopo la presentazione di progetti che prevedono, tra gli altri, un impianto a Pontedera e uno a Peccioli. Il primo a opera di Alia più altre società, il secondo da parte del duo formato da Belvedere e RetiAmbiente.
Il problema, secondo, Oreste Sabatino, segretario provinciale del Partito democratico, riguarda proprio la concentrazione d’impianti nel Pisano: «Il piano dei rifiuti è centrale per la Toscana e ci preme sottolineare come sia necessario mantenere saldamente nelle mani pubbliche la pianificazione di tutti i percorsi e i processi interessati. La nostra Regione sconta ancora oggi sconta ritardi e difficoltà. La nostra provincia negli anni ha accolto rifiuti provenienti da tutta la Toscana: una delle più “generose”, forse la più “generosa” della Regione». Ma, secondo Sabatino, per l’impiantistica è necessaria «una partecipazione di tutti i territori. Non può passare il messaggio o l’idea che in Toscana ci siano dei territori dove si produce e si investe e altri in cui si smaltisce i rifiuti prodotti in altre province. Riteniamo giusto pertanto che venga aperta una discussione seria, che abbia obiettivi chiari, in vista dei nuovi interventi. È necessario non solo identificare quali e quanti impianti, ma anche dove questi devono essere collocati, coinvolgendo nella discussione i livelli politici territoriali. Non possiamo lasciare soltanto al mercato e ai privati questa scelta, verrebbe meno il potere di indirizzo politico». Il rappresentante del Pd pisano si dice «d’accordo col raggiungimento dell’autosufficienza regionale, ma questa richiede anche una tendenziale autosufficienza dei singoli territori. Il nostro non è un no ideologico agli impianti ma una richiesta di una pianificazione in capo alla Regione che elabori un piano rifiuti rispettoso dei territori, compatibile con le esigenze della Toscana in tema di smaltimento dei rifiuti e anche nell’ottica dell’idea di una “Toscana diffusa”, portata avanti durante la campagna delle regionali».
L’obiettivo per il segretario è «raggiungere l’autosufficienza regionale equamente distribuita, nei territori e nelle singole aree». Da qui la richiesta della direzione provinciale del Pd a Giani, al presidente del consiglio regionale, Antonio Mazzeo e agli amministratori locali: «Tenere conto della posizione espressa dal partito nelle scelte e nelle azioni nel rispetto di quanto unanimemente abbiamo sostenuto. Così come chiediamo un maggior coinvolgimento del partito regionale su un argomento così strategico. Servono più condivisione nelle scelte e maggiore solidarietà territoriale, solo così la Toscana può affrontare tutta insieme la sfida dell’economia circolare».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
