Il Tirreno

Pontedera

il manager cultural presenta il progetto 

Volterra “luogo del desiderio” per 9 mesi con un investimento di 400mila euro

Paolo Falconi
Da sinistra Paolo Verri manager degli eventi, il sindaco Giacomo Santi e l’assessore alle Culture Dario Danti
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Da sinistra Paolo Verri manager degli eventi, il sindaco Giacomo Santi e l’assessore alle Culture Dario Danti

Operazione sostenuta in maggior parte dalla Regione. Verri: «Cerchiamo altri sponsor grazie a un programma molto vasto»

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VOLTERRA. Ci sono almeno tre elementi che illuminano l’alba di Volterra città toscana della Cultura. Tre elementi che impreziosiscono il lavoro svolto per giungere a questo punto. Li illustra Paolo Verri, manager culturale delle manifestazioni.

«Intanto c’è la soddisfazione di vedere realizzati i progetti che avevamo preparato per la candidatura di Volterra a Capitale italiana della Cultura 2022, ruolo che è andato a Procida alla quale facciamo gli auguri. Il nostro lavoro, però, non è rimasto chiuso nel cassetto dei sogni ma si sta dipanando da questi giorni fino alla fine dell’anno. E questo grazie all’interesse manifestato dalla Regione che, per la prima volta, ha tirato fuori con una bella intuizione, questa nuova classificazione. E Volterra è stata premiata».

La realizzazione dei vari eventi va oltre le più rosee aspettative, come si dice, e mette in risalto la vivacità di un territorio che si riverbererà a totale vantaggio dei visitatori. «Non era facile ripartire dopo due anni di pandemia, ma siamo un team che lavora con grande impegno. E lo testimonia le grandi collaborazioni che stiamo avendo anche a livello nazionale. Artisti che contamineranno con la loro presenza e arte Volterra e che la città contaminerà essi stessi».

A cominciare da sabato pomeriggio per il “Festival della Ri-generazione umana” con il concerto event specific “Voglio sognare un uomo”, in scena alle 18 in piazza Priori, realizzato ad hoc da Vinicio Capossela con Armando Punzo e la Compagnia della Fortezza e la partecipazione di Giovanni Truppi.

Come ha sottolineato lo stesso Verri nel corso della presentazione degli eventi, l’altro giorno «Volterra 2022 intende sperimentare in maniera esplicita la collaborazione tra la dimensione locale e quella nazionale, facendo interagire esperienze artistiche con competenze tecnologiche, giovani innovatori con grandi artisti della contemporaneità. È la dimostrazione – se ancora servisse – che il vero sale della cultura italiana è la sua provincia, luogo di sperimentazione ma anche di bellezze storiche e naturali davvero uniche».

Volterra, dunque, sarà un “luogo desiderato” in tutti questi mesi di 2022, un punto di riferimento di valore inestimabile come lo sono i tesori che mette in vetrina per essere ammirati e quasi vissuti. Il tutto equivale a un impegno economico non certo indifferente di 400mila euro complessivi, così ripartiti: 200mila a carico della Regione come premio al progetto in sé per sé; 50mila previsti con il progetto speciale dedicato ai giovani; 80mila dai fondi del Comune, una “cassa” generata della Tassa di soggiorno; 20mila euro provenienti da sponsor privati.

E ne cercate ancora, direttore Verri, di sponsor? «Sì, perché il programma, come abbiamo visto, è molto vasto e può davvero ricevere l’interesse si molti lungo tutta la sua durata».

Sono attesi migliaia di visitatori nelle vie della città etrusca, sulla scia anche di «una tendenza positiva iniziata già nel 2019 e che non si è arenata nonostante la pandemia nei due anni successivi. I numeri sono significati – spiega ancora Paolo Verri – e noi cerchiamo, insieme alle varie strutture ricettive, di tenerlo presente. Lo slogan più azzeccato potrebbe essere “tremila anni di storia in tre giorni” perché vorremmo far restare i visitatori almeno due notti in città».

Meglio cercare di abbandonare il cosiddetto “turismo mordi e fuggi” per privilegiare almeno una sosta breve. Ma va anche considerato il fatto che Volterra si trova equidistante da Firenze, Pisa, Siena, il Grossetano e la costa tirrenica. Tutti aspetti e tutte considerazioni oggettive che possono invogliare a una sosta breve in città.

Tutto questo, magari, per lanciare un segnale per gli anni che verranno? «Anche questo fa parte dei temi da approfondire e proprio in questi giorni stiamo svolgendo molti incontri affinché con Regione Toscana e territorio si possano progettare e pensare i prossimi tre anni almeno di presenza in città».

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